L’agguato mafioso di cui è stato vittima ieri il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato studiato nei minimi dettagli dalla macchina di propaganda del Cremlino.
Non ci sono dubbi, non ci sono “se” o “ma”. Putin è passato all’incasso per aver favorito l’elezione di Donald Trump per ben due volte, la prima in maniera così sfacciata da essere persino scoperta, indagata e messa a tacere.
Non era mai successo nella storia degli Stati Uniti che una Amministrazione statunitense lavorasse così apertamente per la Russia, cioè per quello che era il nemico numero uno fino all’avvento di Donald Trump e del suo clan di mafiosi.
Ora sappiamo anche che le cosiddette “terre rare” non c’entravano niente. L’obiettivo era quello di attirare il Presidente Zelensky alla Casa Bianca, portarlo nello studio ovale davanti alle telecamere di tutto il mondo (quando mai le trattative si fanno davanti alle telecamere) e poi umiliarlo.
Sia Trump che il suo vice nazista hanno semplicemente dato fiato alla propaganda nazi-putinista secondo la quale il vero aggressore è l’Ucraina la quale si sarebbe dovuta arrendere il giorno dopo l’invasione.
Tutto qua, tutto terribilmente semplice. Non ci sono grandi analisi geopolitiche da fare.
Ci sono però riflessioni che andrebbero fatte. La prima è quella che riguarda l’Europa. Questo è il momento dell’unità e di mettere via le antipatie personali. La Russia è il nemico e gli Stati Uniti non sono più gli amici di un tempo. La geopolitica mondiale è cambiata ad alta velocità e serve quindi una risposta ad alta velocità. Scopriremo se veramente Giorgia Meloni è una statista o se è l’ennesimo pupazzo manovrato dal padrone di turno.
E se la Russia è il nemico non possiamo permetterci il lusso di avere il nemico in casa, addirittura al governo. I nemici si combattono non si fanno governare a casa nostra, altrimenti si fa la fine che hanno fatto gli americani.
La seconda riflessione va ai miei amici israeliani. Spero che a qualcuno gli si siano drizzate le antenne nel vedere il trattamento riservato a Zelensky e che non si faccia fuorviare dalla vendita di qualche miliardo di armi americane. Vendita, cioè cliente. Ma essere amici significa rimanere insieme anche quando non si è d’accordo, come per esempio ha fatto il tanto criticato Joe Biden. Non so se Trump avrebbe dato a Israele tutte le armi che ha dato Biden andando anche contro la sua sinistra interna. Io credo di no. Non so se gli avrebbe dato la copertura che gli ha dato Biden di fronte agli attacchi missilistici iraniani. Sicuramente non gratis o a fondo perduto. Cliente… ricordate?
