Sono passati due anni da quel 7 ottobre 2023, da quel pogrom e da quella uccisione deliberata di ebrei che come precedente aveva solo l’olocausto.
Vorrei porre l’accento su “uccisione deliberata di ebrei” perché tra le prime cose che si dimenticano c’è il fatto che Israele nasce come “porto sicuro per ogni ebreo del mondo”, un luogo dove il popolo ebraico non dovesse più temere di essere vittima di pogrom e di sterminio. Il fatto che quel 7 ottobre 2023 le bestie di Hamas abbiano violato quella “promessa di sicurezza” ha devastato la società civile israeliana e tutto il mondo ebraico.
Un’altra cosa importante che si dimentica è che l’80% delle vittime civili di quel 7 ottobre 2023 facevano parte del mondo progressista di Israele. Molti degli abitanti dei kibbutz attaccati portavano quotidianamente i bambini di Gaza a curarsi in Israele, aiutavano i palestinesi, gli davano lavoro renumerato ai più alti livelli. Credevano nella convivenza pacifica.
Per non parlare poi dei ragazzi del Nova Festival. Molti organizzatori e partecipanti descrivevano il festival come una celebrazione della vita e della pace, una sorta di “bolla di armonia” nonostante la vicinanza a Gaza. C’era un certo idealismo: il desiderio di mostrare che si poteva vivere liberamente e in armonia, anche vicino al confine con Gaza.
Vedete, ricordare chi sono le vittime di così tanta crudeltà è importante almeno quanto lo è ricordare chi lo ha fatto. Vedere i video di quei corpi calpestati, vilipesi, decapitati con una zappa e ricordare che magari il giorno prima avevano portato i figli di quegli animali a curarsi in Israele, vi fa vedere tutto il quadro sotto un’altra ottica, se possibile addirittura peggiorativa rispetto a quel pogrom.
Oggi in molti chiedono che Israele ponga fine alla sua “vendetta”. Peccato che quella di Israele non sia vendetta, ma giustizia. Non è la punizione collettiva di un popolo o addirittura un genocidio, come in molti chiamano la giustizia di Israele. Se Israele avesse voluto fare un genocidio non ci metteva due anni a sconfiggere Hamas, non avvisava i civili prima di bombardare, ma soprattutto non faceva “solo” qualche migliaia di morti. Se al posto di Israele ci fossero stati i russi o, addirittura, gli americani le vittime civili sarebbero state centinaia di migliaia. Ci sono veri genocidi di cui ricordarsi ogni tanto.
Quel 7 ottobre 2023 furono commessi atti atroci, così atroci che è difficile persino parlarne. Dopo due anni quelle atrocità sembrano essere state dimenticate. Oggi fa più notizia una macchietta come Francesca Albanese che la foto di un bimbo bruciato vivo in un camino. Fanno più notizia gli scappati di casa della flotilla che il ricordo di quei veri progressisti che hanno dato la vita per qualcosa in cui credevano veramente: la convivenza pacifica.
Oggi parlano tutti di due stati per due popoli, ma dimenticano che quella formula già c’era. C’erano già due stati per due popoli, c’era Gaza e c’era Israele. C’erano i gazawi che lavoravano in Israele e gli israeliani che li aiutavano in tutto. Fino a quel maledetto 7 ottobre 2023. Ogni tanto ricordatevene.
