Lo Stato Islamico riparte da Israele e da Gerusalemme

18 Aprile 2022

Poteva mancare lo Stato Islamico nel caotico cumulo di minacce contro Israele che vediamo in questi giorni che dovrebbero essere di festa?

Dopo il silenzio seguito alla rivendicazione dei due attentati mortali di qualche settimana fa, si rifà sentire lo Stato Islamico in Israele e lo fa per chiedere una escalation di attentati.

Non solo, critica i “terroristi laici” di Fatah e della Jihad islamica palestinese ma singolarmente non critica Hamas che di solito è sempre nel mirino delle critiche dell’ISIS.

Nuova offensiva globale

Nel lungo discorso rilasciato ieri il nuovo portavoce del gruppo jihadista Abu-Omar al-Muhajjir ha chiesto una nuova “offensiva globale” come rappresaglia per la morte del suo leader, Abu Ibrahim al-Qurayshi, avvenuta lo scorso febbraio.

Proprio commentando i due attacchi terroristici del mese scorso al-Muhajjir ha chiesto agli arabi di armarsi e di portare nuovi attacchi contro Israele come primo passo dell’offensiva globale.

Ha sostenuto che Gerusalemme potrebbe essere liberata dagli ebrei solo attraverso il ritorno del califfato – e non attraverso una rivolta palestinese o con l’aiuto di «coloro che hanno valori che cambiano secondo gli interessi dei loro padroni romani ( l’occidente)».

Al-Muhajjir ha salutato gli aggressori arabo-israeliani come «coloro che hanno combattuto e sono stati uccisi per amore di Allah e della religione» e ha criticato i “terroristi laici” di Fatah e della Jihad islamica palestinese, che stanno combattendo per la terra e la patria.

Ha anche invitato tutti i musulmani nel mondo arabo a opporsi a tutti i leader che hanno relazioni con Israele e vogliono fare pace con esso.

«I politici musulmani moderni che cercano di liberare Gerusalemme non sono altro che marionette nelle mani di Israele e dell’Occidente», ha detto al-Muhajjir.

Infine il portavoce dello Stato Islamico ha invitato i sostenitori europei a riprendere gli attacchi in Europa, sfruttando le «opportunità disponibili» fornite dai «crociati che si combattono tra loro» con chiaro riferimento all’invasione russa dell’Ucraina.

Secondo alcuni esperti sentiti da FL-RR la mancanza di critiche ad Hamas, di solito ai vertici delle critiche dell’ISIS agli altri gruppi, potrebbe lasciare intendere che lo Stato Islamico intenda usare la Striscia di Gaza come base operativa in Medio Oriente.

Non è possibile al momento sapere se sia realmente così oppure no. Lo Shin Bet ha comunque alzato tutte le antenne perché se Hamas desse “ospitalità” allo Stato Islamico potrebbero cambiare davvero molte cose.

Franco Londei

Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter

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