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Middle East

Teheran ordina, Hamas obbedisce: di nuovo tensione al confine con Gaza

Si alza nuovamente la tensione tra Israele e Hamas. Un missile lanciato ieri sera da Gaza scatena la reazione israeliana. Analisti militari israeliani ritengono che dietro questa nuova escalation ci sia Teheran

Si alza di nuovo pericolosamente la tensione lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Ieri sera i terroristi di Hamas hanno lanciato un missile in direzione di Israele colpendo l’area del consiglio regionale di Sdot Negev senza provocare danni o feriti.

In risposta Israele ha fatto levare in volo alcuni caccia. L’aviazione israeliana ha colpito due infrastrutture terroristiche situate nel nord della Striscia di Gaza senza provocare morti o feriti.

La tensione si era innalzata sin da venerdì pomeriggio quando circa 13.000 arabi di Gaza avevano dato il via a tumulti lungo il confine con Israele lanciando esplosivi, granate, sassi e palloni incendiari.

La folla aveva cercato di sfondare la barriera di confine in un punto a est di Gaza City costringendo l’esercito israeliano a respingere il tentativo di intrusione di massa. Negli sconti è rimasto ucciso un arabo di Gaza, Amal al-Taramsi, di 43 anni.

Le minacce di Hamas

«Israele continua a uccidere manifestanti non violenti a sangue freddo e bombardare le postazioni militari della resistenza», ha detto un portavoce di Hamas. «L’escalation è una cosa pericolosa è l’uso della violenza non porterà sicurezza per Israele e i suoi abitanti» ha poi concluso il portavoce di Hamas.

Soldi del Qatar bloccati

Bandiere di Hezbollah a fianco delle bandiere palestinesi duranti scontri lungo il confine di Gaza

Una escalation era prevedibile dopo che Israele ha bloccato la consegna dei 15 milioni mensili donati dal Qatar ad Hamas per pagare gli stipendi e per acquistare carburante per la centrale elettrica. La decisione israeliana era arrivata dopo che da Gaza erano piovuti palloni incendiari su Israele.

Da novembre Gerusalemme permette al Qatar di far entrare nella Striscia di Gaza 15 milioni di dollari in contanti ogni mese e si ritiene che questo denaro tenga buoni i terroristi di Hamas, anche se molti nello Stato Ebraico ne dubitano. La consegna del denaro potrebbe essere sbloccata nelle prossime ore. L’inviato del Qatar sta trattando con le autorità israeliane.

Ma Teheran vuole l’escalation

E’ opinione di diversi analisti militari israeliani che nonostante la “tangente” ad Hamas pagata dal Qatar, i terroristi palestinesi stiano prendendo ordini da Teheran. E agli iraniani serve che la situazione a Gaza degeneri. Agli iraniani serve che Israele sia impegnato in un fronte sud per organizzare meglio il fronte nord, quello più pericoloso per Israele.

La Jihad Islamica, secondo gruppo armato di Gaza dopo Hamas e direttamente agli ordini di Teheran, ha promesso pubblicamente agli Ayatollah iraniani di aprire un secondo fronte a sud per favorire la creazione di un fronte nord. Gli analisti militari israeliani sono convinti che la Jiad Islamica non poteva farlo senza il consenso di Hamas e che quindi anche questi ultimi prendano ordini da Teheran, anche se non ufficialmente per mantenere attivo il canale che porta il denaro del Qatar.

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