Trump tratta con gli Ayatollah e tanti saluti ai manifestanti massacrati

witkoff spiega che trump non mantiene le sue promesse in Iran

L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff suggerisce che l’amministrazione Trump preferisca una soluzione diplomatica, piuttosto che militare, alle tensioni in corso con l’Iran.

Non è chiaro però cosa c’entri tutto questo con le manifestazioni in corso in Iran né sono chiari i motivi del clamoroso dietrofront di Trump rispetto alle promesse fatte ai manifestanti.

Perché se davvero Trump crede alla balla che le esecuzioni in Iran sono state fermate, o è un ingenuo oppure è semplicemente in malafede e cerca di giustificare le sue menzogne ai manifestanti iraniani.

Non ci sono occhi dentro il carcere di Evin e negli altri gulag iraniani sparsi per tutto il paese. Non ci sono occhi nelle città di secondaria importanza dove però le manifestazioni ci sono state. Non c’è niente e nessuno che possa garantire che le esecuzioni si sono fermate. Però Trump ci crede perché gli iraniani glielo hanno garantito. Pensa un po’.

Secondo Witkoff un accordo diplomatico con l’Iran affronterebbe quattro questioni: “(1) l’arricchimento nucleare, (2) i missili – devono ridurre il loro arsenale; (3) il materiale [nucleare] effettivo di cui dispongono, che è di circa 2000 chilogrammi arricchito tra il 3,67% e il 60%; e (4) i proxy.

Come si può notare le più grandi manifestazioni di popolo in Iran dai tempi della caduta dello Scia, sono completamente sparite dal mirino degli Stati Uniti. E pensare che per risolvere tutti e quattro i punti più, quello più importante, la caduta del regime, sarebbe bastato non fermare Israele quando stava mettendo in ginocchio i pasdaran e con essi il regime.

Witkoff afferma anche che se l’Iran dovesse accettare di trattare su questi quattro punti sarebbe riammesso nei circuiti commerciali mondiali e le sanzioni cadrebbero. Pensa un po’, fino a poche ore fa Trump minacciava sfracelli se i pasdaran avessero sparato sulla folla inerme e dopo migliaia di morti e una vergognosa retromarcia, adesso vogliono anche riammettere l’Iran nei circuiti internazionali e togliere le sanzioni.

Per correttezza, Steve Witkoff ha fatto queste affermazioni alla conferenza dell’Israeli-American Council in Florida prontamente documentate da tutti i media.

Ora sarebbe una cosa simpatica, nonché seria, che coloro che hanno fatto da megafono alle farlocche promesse di Donald Trump chiedessero scusa a tutti quei ragazzi che credendo a quelle promesse non hanno esitato a lanciarsi a mani nude contro le mitragliatrici pesanti dei pasdaran e dei mercenari iracheni finendo per essere massacrati. La promessa non mantenuta più sanguinosa della storia moderna.

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