Gli USA rinunciano al disarmo di Hamas. Cosa succede a Gaza?

Non si trovano contingenti stranieri che entrino a Gaza con lo scopo di disarmare Hamas, ma solo per vigilare su tregua e ricostruzione. I turchi già pronti in Egitto per aiutare Hamas. Gli USA disposti a sorvolare sul disarmo, non Israele. E ci si mette pure la Russia

By Franco Londei - Editor

Secondo quanto ricostruito dalla TV israeliana Channel 13, gli Stati Uniti sarebbero disposti a rinunciare al disarmo di Hamas pur di iniziare subito la ricostruzione di Gaza. 

Stando a quanto afferma una fonte della sicurezza israeliana, poiché la Casa Bianca sta avendo difficoltà a ottenere impegni da paesi terzi per partecipare al disarmo di Hamas, ha iniziato a cercare «soluzioni provvisorie, che al momento sono inaccettabili per Israele».  

«Questa situazione provvisoria è la peggiore che ci sia», ha dichiarato un’importante fonte israeliana. «Hamas si è rafforzato nelle ultime settimane, dalla fine della guerra». 

Per farla breve, non ci sono al momento Paesi che abbiano preso l’impegno di schierare proprie truppe a Gaza con la missione di disarmare Hamas. La scusa è che ci vuole l’OK da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.  

Per questo motivo l’Amministrazione Trump insiste affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite lunedì approvi una bozza che include l’intero piano di pace in 20 punti proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, piano che anche il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva approvato a settembre in una conferenza stampa congiunta con il presidente, anche se a dire il vero sembrava una «approvazione estorta».  

Secondo una fonte di Rights Reporter che opera nel settore dell’intelligence, non ci sarebbero Paesi arabi né occidentali disposti a inviare truppe a Gaza con il compito di disarmare Hamas, ma solo con il compito di vigilare sulla distribuzione di aiuti umanitari e sulla ricostruzione. «Sanno che impegnarsi a disarmare Hamas significa impegnarsi anche a combattere». 

Sotto molti aspetti è una situazione che assomiglia moltissimo a quella in Libano dove Hezbollah rifiuta di disarmare e nessuno è disposto ad affiancare l’esercito libanese nel «disarmo forzoso» di Hezbollah.  

Una seconda fonte dell’intelligence interna israeliana ha detto a Rights Reporter che gli unici pronti a entrare a Gaza con «l’apparente impegno di disarmare Hamas» sono i turchi, per altro già in Egitto in attesa di poter entrare nella Striscia. Ma la Turchia è la stessa che considera Hamas una forza di resistenza e che ha più volte minacciato pesantemente Israele. «Al momento ci sono circa 5.000 militari turchi in Egitto, apparentemente del genio e della logistica ma più verosimilmente dei corpi speciali, almeno in buona parte. Non si spiega altrimenti la penuria di mezzi per la movimentazione che si sono portati dietro dalla Turchia». Washington ha già fatto sapere di non aver niente in contrario ad un «impegno turco». Gerusalemme si oppone fermamente.  

Per completezza di informazione va detto che anche la Russia ha preparato una sua bozza per Gaza da presentare lunedì al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Senza entrare nei dettagli è una proposta inattuabile ma che fungerà da scusa per il veto che Mosca apporrà alla proposta americana.  

Ci dice ancora la nostra fonte: «la Russia ha tutto l’interesse che i conflitti in Medio Oriente continuino. Più Israele combatte e più gli Stati Uniti mandano armi allo Stato Ebraico. Più armi mandano a Gerusalemme e meno ne mandano a Kiev e ai suoi alleati europei».  

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter