Il capo della CIA, William Burns, arriverà questa settimana in Israele dove incontrerà il capo del Mossad, David Barnea, il Premier Naftali Bennet e alti funzionari della difesa.

Oggetto della visita di tre giorni del capo della intelligence americana sarà l’Iran e il suo programma nucleare.

La notizia del viaggio del capo della CIA in Israele arriva proprio nella giornata nella quale si è appreso che l’Unione Europea manderà un alto funzionario del calibro di Enrique Mora, all’insediamento del boia di Teheran, Ebrahim Raisi. Una vera vergogna.

È una strana coincidenza quella del viaggio del capo della CIA in Israele combinato con quello di Enrique Mora a Teheran.

Perché è una strana coincidenza? Perché è noto che né il Presidente americano, Joe Biden, né l’Unione Europea hanno perso le speranze di riattivare l’accordo sul nucleare iraniano e non vorrei che le due mosse siano in qualche modo legate.

Non vorrei cioè che mentre il capo della CIA vola a Gerusalemme per fermare qualsiasi azione abbiano in mente gli israeliani, l’Europa mandi un funzionario del calibro di Mora per mostrare a Teheran che nulla può scalfire le buone relazioni europee con l’Iran, nemmeno l’elezione di un serial killer come presidente.

Perché il capo della CIA non arriva certo a Gerusalemme per parlare di come fermare l’Iran, garantendo magari a Israele la consegna immediata delle bombe anti-bunker e di un paio di aerei per trasportarle.

Perché per fermare la corsa di Teheran verso la bomba atomica senza scatenare una guerra regionale uno dei pochi sistemi è quello. E non è detta che basti.

Ma gli Stati Uniti di Biden, giusto o sbagliato che sia, non hanno intenzione di fermare con le armi l’ormai inarrestabile corsa iraniana verso la bomba.

Preferiscono piuttosto riattivare un “accorduccio” come il JCPOA che l’unica cosa che garantisce è un enorme afflusso di denaro nelle casse degli Ayatollah con il quale finanziare il terrorismo.

E sulla stessa lunghezza d’onda agisce l’Unione Europea che arriva addirittura ad omaggiare l’elezione di quel boia che è Ebrahim Raisi inviando il capo della European External Action Service (EEAS).

È così che siamo messi, tolti gli israeliani non c’è nessuno che pensi a come fermare la corsa iraniana alla bomba atomica mentre nel vicino Afghanistan i talabani stanno per ricostituire il califfato. Ma questa è un’altra storia.

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