Gaza, Hamas ammette: centrale elettrica ferma a causa della ANP

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L’Unione Europea fornirebbe ogni mese  alla Autorità Nazionale Palestinese (ANP) 11 milioni di euro per l’acquisto del carburante necessario a far funzionare la centrale elettrica di Gaza, soldi che andrebbero girati alla società israeliana incaricata di fornire il carburante ma che, secondo una denuncia di Hamas, non vengono affatto spesi per il carburante ma vengono trattenuti dalla ANP per altri scopi.

A denunciare la situazione è Mohamed El-Farra,  Ministro degli enti locali a Gaza, in una intervista a Quod Press riportata dall’organo di stampa ufficiale di Hamas, Al-Qassam.

Secondo quanto riferisce il giornale di Hamas, il Governo di Gaza avrebbe chiesto alla Unione Europea di chiarire la sua posizione in merito agli 11 milioni di euro mensili destinati all’acquisto di carburante destinato alla centrale elettrica di Gaza in quanto, secondo il gruppo terrorista, tale somma di denaro verrebbe derubata. E, fatto davvero insolito per Hamas, il ministro Mohamed El-Farra ritiene l’Europa e la ANP e non Israele, responsabili delle sofferenze della popolazione di Gaza derivanti dai continui black out causati dalla mancanza del carburante per la centrale elettrica.

In effetti da un breve controllo apprendiamo che la società  israeliana fornitrice del carburante necessario al funzionamento della centrale elettrica di Gaza, la Dor Alon Ltd, non solo consegna tutto il carburante che le viene pagato ma che al momento vanta un credito di diversi milioni di euro per aver consegnato più volte il carburante nonostante non le fosse arrivato il pagamento da parte della ANP. Apprendiamo così che i soldi pagati dall’Unione Europea finiscono in mano della ANP la quale acquista carburante e gas da cucina presso la Dor Alon, applica poi tasse e accise sul carburante e lo rivende virtualmente ad Hamas. In sostanza, non solo la ANP trattiene buona parte dei fondi europei destinati all’acquisto di carburante per Gaza, ma applica una tassa supplementare sul carburante consegnato facendone lievitare il prezzo. Lo stesso Hamas ha ammesso che fino a quando i tunnel con l’Egitto erano aperti acquistavano carburante in Egitto e che la chiusura di quei tunnel costa ad Hamas qualcosa come 230 milioni di dollari al mese.

Quello che appare evidente da tutta questa faccenda è che la responsabilità della mancanza di energia elettrica a Gaza è da attribuirsi unicamente alla Autorità Nazionale Palestinese e non quindi a Israele e ad ammetterlo è lo stesso Hamas. Quello che invece rimane del tutto incomprensibile è come possa l’Unione Europea continua a pendere dalle labbra di Abu Mazen, certamente uno degli uomini più corrotti del pianeta.

Sarah F.

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