Hamas: divieto ai giornalisti di raccontare la verità su Gaza

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Khaled Mashaal

Hamas è così democratico che se un giornalista racconta la verità vera sulla Striscia di Gaza non gli consente più l’ingresso. Non deve passare l’idea che Gaza non sia poi così sotto assedio. Non deve passare l’idea che a Gaza non manchi nulla. L’unica idea di Gaza che deve passare è quella di un territorio sotto assedio e affamato dal nemico israeliano.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i giornalisti, tra i quali pochissimi coraggiosi giornalisti arabi, che stanchi delle menzogne propinate da Hamas e dalla foltissima flottilla di pacivendoli, hanno iniziato a descrivere la situazione a Gaza così com’è realmente, cioè per nulla sotto assedio, con tutti i beni possibili immaginabili a disposizione della popolazione, mercati ricchi di ogni cosa, centri commerciali da fare invidia a quelli occidentali ecc. ecc. Non solo, qualcuno di questi giornalisti ha avuto l’ardire di mostrare gli aiuti che entrano da Israele, che in teoria sarebbero destinati ai più bisognosi, venire letteralmente saccheggiati da Hamas per poi essere venduti sui mercati.

E’ chiaro che una cosa del genere Hamas non la poteva sopportare , così dopo aver negato l’ingresso ai media israeliani nel 2006, oggi applica un nuovo giro di vite ai media stranieri e, udite udite, anche a quelli palestinesi. Oggi chi vuole entrare nella Striscia di Gaza per documentarne la situazione deve sottostare a regole rigidissime. Non deve raccontare la verità, cosa che per un giornalista serio è impossibile da concepire; deve essere accompagnato da almeno un membro di Hamas; se in passato ha pubblicato articoli critici nei confronti di Hamas gli verrà negato l’ingresso; le maggiori agenzie di informazione dovranno avere come punto di riferimento l’ufficio stampa di Hamas e non più i media arabi.

Il tentativo da parte di Hamas di imbrigliare la verità appare evidente in tutta la sua devastante concretezza. Non si vuole che in occidente si sappia la situazione reale nella Striscia di Gaza e che si continui a pensare a un territorio assediato e affamato. Non sarà una operazione facile nell’era di internet. Ed è proprio da internet che continueranno ad arrivare le informazione VERE su quanto accade a Gaza e non basterà ad Hamas applicare la “regola Abu Mazen” cioè imprigionare tutti quei blogger che dissentono dalla linea del movimento terrorista, come non gli sarà possibile bloccare o controllare la rete dato che è gestita al 100% da Israele.

Sharon Levi

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