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Quella pericolosa ossessione dell’amministrazione Obama per Israele

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Sentire il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, parlare dal palco di J Street e dire che l’amministrazione Obama prova una “schiacciante frustrazione” nei confronti del Governo israeliano a causa della espansione degli insediamenti rende bene l’idea di come l’amministrazione Obama abbia la mortadella sugli occhi in merito alle vicende mediorientali.

Sentirlo dire che Israele “si sta muovendo verso una pericolosa realtà ad uno Stato” non solo è una balla colossale che non corrisponde a verità, ma da tanto l’impressione che l’amministrazione Obama voglia prendere a pretesto questa idea assurda per tirare qualche sgambetto a Israele e che per preparare il terreno si sia scelto il palcoscenico di J Street, cioè della organizzazione ebraica più ostile a Israele che la storia ricordi.

L’intervento di Joe Biden di fronte alla platea di J Street non può aver avuto nessun fine politico dato che il mandato di Obama è finalmente in scadenza, assume quindi ben altri valori e la durezza con cui Biden ha attaccato il Governo di Netanyahu lascia intravedere la volontà da parte di Obama di sferrare un duro attacco diplomatico al Governo israeliano proprio mentre il suo mandato è in scadenza.

Da diverso tempo sosteniamo che la fine del mandato di Obama potrebbe comportare per Israele il dover affrontare gravi e pericolosi “sgambetti” da parte della sua amministrazione e l’aria che si respirava alla convention di J Street ce ne ha dato purtroppo conferma. L’astio verso il Governo israeliano era nitidamente palpabile tra i partecipanti. Poche parole sulle responsabilità palestinesi, una tenue condanna per la dirigenza palestinese per non aver condannato gli attentati contro i civili israeliani e per il resto è stato il festival degli attacchi a Israele e dei luoghi comuni che tanto piacciono alla sinistra anti-israeliana americana.

A poco è servito il ribadire da parte di Joe Biden l’amicizia dell’America verso Israele, anche perché subito dopo ha fatto chiaramente capire che questa “amicizia” non è più incondizionata ma è legata al fatto che Netanyahu ceda alle pressioni della Casa Bianca.

Aspettiamoci veramente qualche sgambetto da parte della Amministrazione Obama verso Israele, aspettiamoci che in questi ultimi mesi di mandato del peggior Presidente della storia americana, Israele venga messo continuamente e strumentalmente sotto accusa al fine di giustificare qualche “torto” e in particolare stiamo attenti a quello che avverrà nelle prossime settimane all’ONU. Saranno mesi lunghissimi.

Scritto da Adrian Niscemi

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  • Elisabetta Apr 19, 2016, 18:35

    Confido in una sonora sconfitta dei democratici, pur non facendomi grosse illusioni perché è evidente che è anche l’America ad essere cambiata.
    Non sarà un caso che in questi giorni Netanyahu sia andato a Mosca: meglio avere a che fare con uno come Putin che con una nullità rancorosa come Obama.