È chiaro ormai a tutti che il cosiddetto “Board of Peace” del presidente statunitense Donal Trump è un vero e proprio attacco all’ONU e non un comitato per la ricostruzione di Gaza come ventilato all’inizio. Un Board of Peace per di più abbastanza costoso visto che prevede il versamento di una somma pari a un miliardo di dollari (nelle tasche di Trump?) per parteciparvi in forma stabile.
Il testo completo del Board of Peace lo ha ottenuto per primo il Times of Israel ed è apparso subito evidente come Trump cerchi di sostituirsi alle Nazioni Unite o, nella migliore delle ipotesi, di creare un club con lui a capo che usi la potenza militare americana per imporre agli altri le decisioni di Washington. Basta leggerne il testo per intero per capire in cosa si sta cacciando la Premier italiana accettando di aderire a questo “club” composto per lo più da dittatori e violatori dei Diritti Umani.
L’Italia non si merita questo. Gli italiani non si meritano di isolarsi ancora di più dal resto degli europei. Dico «ancora di più» perché a causa della accondiscendenza di Meloni nei confronti di Trump siamo già abbastanza isolati. Non ancora a livello dell’Ungheria ma ci siamo vicini.
E c’è un altro punto che andrebbe affrontato. Se è vero che gli Stati Uniti sono stati per decenni i migliori alleati dell’Europa e dell’Italia, è altrettanto vero che le cose sono cambiate e non a causa dell’Europa o dell’Italia. Le politiche di Trump indicano l’Unione Europea – e quindi anche l’Italia – se non proprio come un nemico, quantomeno come una forza ostile agli interessi degli Stati Uniti.
Quando quindi la Meloni dice «che facciamo, andiamo contro gli Stati Uniti?», si, insieme all’Europa andiamo contro gli Stati Uniti se questo è necessario. Naturalmente non intendo militarmente – anche se Trump non nega di voler attaccare militarmente un paese europeo e membro della NATO – ma con le armi economiche che grazie al cielo abbiamo per impaurire Trump.
L’adesione dell’Italia al Board of Peace di Doanld Trump non significa solo allontanarsi dai paesi europei che contano i quali hanno già fatto sapere che difficilmente parteciperanno a questa pagliacciata, ma significa anche allontanarsi da un altro nostro grande alleato: Israele.
E si perché Israele ha già fatto sapere di non essere affatto d’accordo con la composizione di questo Board of Peace che, tra gli altri, comprende Qatar e Turchia, cioè i due maggiori finanziatori della Fratellanza Musulmana e di Hamas.
Forse è arrivato il momento di ammettere anche che Donald Trump ha qualche problemino cognitivo. Non è solo egocentrismo portato ai massimi livelli, quella di Trump assomiglia sempre più a una forma di demenza tipica dei dittatori. Io non sono uno psichiatra ma i comportamenti di Trump assomigliano a quelli di un bambino non più grande di sei/sette anni che accontenti con una caramella ma che fa i capricci se non gliela dai. Leggere la lettera inviata al Premier norvegese.
L’Italia non può andare dietro a questo psicopatico. Gli italiani non se lo meritano. L’Italia rimanga saldamente all’interno dell’Unione Europea senza tentazioni di fughe verso le autocrazie come vorrebbero Salvini e Vannacci. Fino ad oggi Meloni è stata assolutamente coerente nella sua politica estera, verso la UE, verso l’Ucraina e verso Israele. Spero che lo rimanga.
