Credo che ormai siamo giunti ad un punto di non ritorno e che la guerra con Hezbollah sia inevitabile per Israele.
Il missile iraniano lanciato da Hezbollah che ieri ha fatto strage di bambini, per altro drusi e quindi musulmani sciiti proprio come i terroristi libanesi, è stato probabilmente la goccia che farà traboccare il vaso.
Fino a ieri in molti pensavano che comunque la guerra con Hezbollah sarebbe stata inevitabile, ma tuttavia c’era sempre quella flebile speranza che nel gruppo terrorista libanese la ragione avrebbe prevalso sugli ordini impartiti da Teheran.
Da ieri quella flebile speranza non c’è più, cancellata da quel missile iraniano che ha ucciso 12 ragazzini su un campetto di calcio nella città drusa di Majdal Shams.
Non dico queste cose a cuor leggero. Non mi piace la guerra, l’ho vista da vicino e so cosa produce. E la guerra con Hezbollah non sarà minimamente paragonabile a quella con Hamas.
Hezbollah infatti oltre ad avere decine di migliaia di miliziani ben addestrati, molti dei quali rodati nella guerra in Siria, dispone di importanti capacità militari che vanno dagli oltre 150.000 missili e razzi di produzione iraniana, a sistemi antiaerei e antinave non proprio spartani anch’essi di produzione iraniana, fino a missili balistici estremamente precisi in grado di colpire qualsiasi punto di Israele.
“A Tel Aviv cadranno i palazzi” dicono gli esperti. “Ci aspettiamo di avere migliaia di feriti” dice Michael Halberthal, direttore del Rambam Health Care Campus che da mesi sta preparando un ospedale sotterraneo a prova di missile.
No, non sarà uno scherzo la guerra con Hezbollah specialmente se dovesse iniziare quando ancora è in corso quella con Hamas.
Non stiamo parlando di guerricciole, ma di conflitti esistenziali dove i terroristi mirano a distruggere Israele e a sterminare il suo popolo.
La guerra con Hamas va chiusa subito. Finendo il lavoro velocemente senza andare troppo per il sottile (tanto anche se dovesse piovere la colpa sarà sempre di Israele), oppure arrivando ad un accordo di cessate il fuoco che permetta all’IDF di concentrare il massimo della forza sul fronte nord, quello veramente pericoloso.
Il punto interrogativo (enorme) è piuttosto se Israele dovrà combattere da solo oppure se avrà il sostegno degli Stati Uniti.
Il fatto che Biden abbia rinunciato ad un prossimo mandato lo rende libero di decidere senza tanti vincoli, ma credo che molto difficilmente trascinerà gli Stati Uniti in una guerra regionale. Almeno non apertamente.
Sono anni che Israele si sta preparando ad una guerra con Hezbollah addestrandosi ad ogni scenario e facendo scorta di munizioni, scorta che però è stata intaccata (non si sa quanto sensibilmente) dalla guerra con Hamas e dal mancato invio di munizioni da parte degli Stati Uniti.
Oggi si riunisce il gabinetto di guerra che dovrà dare una risposta a Hezbollah. Una risposta che in parte è stata anticipata durante la notte quando caccia israeliani hanno pesantemente bombardato depositi di armi e altre infrastrutture a Shabriha e Burj el-Shemali, vicino a Tiro, nella valle della Beqaa e a Kafr Kila, Rab al-Thalathine, Khiam e Tayr Harfa, nel Libano meridionale.
