Ricordate il caccia sub-sonico iraniano a tecnologia stealth chiamato Shafaq? Si quello presentato in pompa magna nel 2003 poi rivelatosi essere fatto di legno? Beh, gli iraniani ci provarono ancora nel 2013, questa volta però si chiamava IAIO Qaher (“Conqueror”) 313.

Quei simpaticoni degli Ayatollah adesso vogliono far credere di aver lavorato su quel caccia a tecnologia stealth in silenzio sin dal 2013 e che ora sarebbe pronto.

La descrizione che ne fa oggi Sebastien Roblin, riferendosi al modellino del 2013, è quella di un mix tra diversi aerei.

“Conservava caratteristiche di design significative dell’F-5 Freedom Fighter, ma sfoggiava stabilizzatori verticali inclinati come un F-22 Raptor, ali a balze che ricordavano un MiG-17 degli anni 50, punte alari pendenti che ricordavano il concetto di Bird of Prey scartato dalla Boeing”.

Sebastien Roblin, giornalista di The National Interest

Naturalmente nessuno lo ha visto volare, come nessuno ha mai potuto verificare i test sui missili balistici a lunghissima distanza che gli iraniani dicono di avere.

Quello che è certo è che l’aviazione iraniana di oggi può contare solo su aerei vetusti e praticamente allo sfascio. Tuttavia è altrettanto certo che può contare su degli ottimi droni in grado di colpire con precisione obiettivi a molta distanza (vedi attacchi all’Arabia Saudita partiti dallo Yemen).

Nulla di più, le certezze si fermano qui. Sui missili balistici a lunga distanza che tanto preoccupano coloro che hanno paura di attaccare le centrali nucleari iraniane non ci sono certezze reali e anche le intelligence di mezzo mondo hanno opinioni molto diverse l’una dall’altra.

Tutti gli attacchi portati di recente, anche a basi americane, sono stati portati con missili a medio-breve raggio o con droni.

È davvero incredibile come l’Iran che praticamente non ha l’aviazione militare (a meno che non si vogliano considerare qualche vecchio caccia F-4 Phantom , F-14 Tomcat e qualche F-5 come una forza aerea) metta così paura i vicini del Golfo o chi dovrebbe attaccare e finalmente distruggere le centrali atomiche iraniane.

È arrivato il momento di andare a vedere le carte di cui dispone Teheran. È arrivato il momento di vedere il bluff iraniano, tenendo ben conto delle migliaia di missili a breve-medio raggio di cui dispongono Hezbollah e gruppi vari, oltre a quelli stoccati nelle basi sotterranee iraniane, sempre ammesso che sia tutto vero..

Non ci saranno altri momenti così favorevoli, perché l’Iran non sarà così debole ancora per molto tempo specie se decide di entrare con tutte due le gambe nell’orbita cinese. E non si creda di impedirlo riattivando i colloqui sul nucleare. Ormai è troppo tardi.

Detto in maniera cruda: o si bombardano adesso le centrali nucleari iraniane, oppure rassegniamoci ad una seconda Corea del Nord. Trattare con gli Ayatollah è come trattare con Kim Jong-un. È semplicemente impossibile e porta sempre guai.

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