Come si temeva Biden riattiva gli aiuti ai terroristi palestinesi

Come purtroppo si temeva una delle prime decisioni in politica estera della Amministrazione Biden è stata quella di ripristinare gli aiuti ai palestinesi e quindi anche alla UNRWA. Parte di quegli aiuti andranno quindi alle famiglie dei terroristi palestinesi

Una delle poche cose che ho apprezzato della politica di Donald Trump in Medio Oriente è stato l’aver ridotto la questione palestinese ai minimi termini e l’aver bloccato i fondi non solo alla Autorità Palestinese (AP) che li usava per pagare le famiglie dei terroristi, ma soprattutto alla UNRWA, una vera e propria macchina di produzione di odio. Trump aveva capito che smantellare la UNRWA voleva dire smantellare la questione palestinese.

Non a caso uno dei nostri primi timori era proprio che la nuova amministrazione americana targata Joe Biden rianimasse l’ormai moribonda questione palestinese.

Detto e fatto. Ieri l’Amministrazione Biden ha annunciato il ripristino delle relazioni con i palestinesi as ogni livello, compreso il ripristino degli aiuti finanziari che, per inciso, andranno in parte anche alle famiglie dei terroristi uccisi o incarcerati da Israele.

Ripristinato anche il concetto di due Stati per due popoli probabilmente con Gerusalemme Est capitale del futuro Stato Palestinese.

«Sotto la nuova amministrazione, la politica degli Stati Uniti sarà quella di sostenere una soluzione a due stati concordata di comune accordo, in cui Israele viva in pace e sicurezza insieme a uno stato palestinese vitale» ha detto ieri Richard Mills, ambasciatore statunitense ad interim presso le Nazioni Unite, ben sapendo che per riprendere i colloqui con i palestinesi su questa questione occorre cedere Gerusalemme Est.

«Al fine di portare avanti questi obiettivi, l’amministrazione Biden ripristinerà un impegno credibile degli Stati Uniti con i palestinesi e con gli israeliani» ha detto Mills. «Ciò comporterà il rinnovo delle relazioni degli Stati Uniti con la leadership palestinese e il popolo palestinese».

Mills ha poi specificato che Washington riaprirà gli uffici diplomatici al servizio dei palestinesi e ha confermato che ripristinerà importanti assegnazioni di aiuti, invertendo le politiche dell’amministrazione Trump.

Gli uffici della OLP

L’ex Presidente Donald Trump aveva chiuso gli uffici diplomatici della OLP a Washington ma il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il vicepresidente Kamala Harris avevano promesso durante la campagna elettorale che li avrebbero riaperti senza però specificare come avrebbero fatto in quanto la riapertura della missione dell’OLP a Washington violerebbe la legislazione del Congresso che ne ordinava la chiusura se i palestinesi avessero intentato una causa contro Israele presso l’ICC, cosa che hanno fatto nel 2017.

Blinken confermato Segretario di Stato

Intanto ieri il Congresso americano ha confermato Antony Blinken nella carica di Segretario di Stato. Non conosciamo con chiarezza le posizioni del nuovo Segretario di Stato americano in merito alla questione israelo-palestinese. Sappiamo solo che non ama particolarmente Erdogan e che intende dare una svolta (non si sa in che senso) alla politica americana in Medio Oriente. Ma se questo è l’esordio…

Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l’Italia. Studio tutto quanto riguarda il Medio Oriente e l’Africa centrale.

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