Uccisione di Saleh Arouri da parte di israele. Cosa succede in medio oriente

Cosa succede in Medio Oriente dopo l’uccisione di Saleh Arouri?

Ieri sera Israele a ucciso Saleh Arouri, numero due di Hamas e una delle principali menti del massacro-pogrom del 7 ottobre 2023.

Lo è andato a uccidere a Beirut, a poche centinaia di metri dal quartier generale di Hezbollah, probabilmente con un missile di precisione lanciato da un drone israeliano che ha bucato senza problemi le scarse difese libanesi.

Hezbollah aveva detto che se Israele avesse ucciso funzionari di Hamas in Libano avrebbe reagito. Oggi Assan Nasrallah, segretario generale del gruppo terrorista libanese, terrà un attesissimo discorso durante il quale dirà quale “punizione” spetta a Israele per aver ucciso un criminale di guerra in territorio libanese. Attendiamo con trepidazione.

Intanto il contrammiraglio Daniel Hagari, portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha dichiarato che le forze israeliane sono “in uno stato di preparazione molto elevato in tutti i campi, in difesa e in attacco”, lasciando poi intendere che ogni reazione di Hezbollah verrà “trattata adeguatamente”.

Allargamento del conflitto all’Iran

Uno degli scenari previsti dai cosiddetti “grandi analisti occidentali” a seguito dell’uccisione  di Saleh Arouri è quello di un allargamento del conflitto all’Iran. Beh, vorremmo umilmente far notare che l’Iran è parte attiva della guerra tra Israele e Hamas sin da prima che iniziasse visto che Iran e Hamas pianificavano la strage da un anno. Anzi, possiamo dire che la guerra è stata pianificata proprio in Iran.

E non è forse vero che Teheran ha coinvolto nel conflitto i ribelli Houthi dello Yemen? Non è forse vero che sempre l’Iran sta trascinando nel conflitto anche la Siria non potendo [per ora] coinvolgere il Libano?

Quindi, di quale allargamento del conflitto all’Iran stiamo parlando. Teheran c’è dentro con tutte e due le gambe sin da prima che cominciasse.

Apertura di un fronte nord

Altro spauracchio dei “grandi analisti occidentali”. Il fronte nord è già aperto, lo è da quando UNIFIL, contravvenendo al suo mandato, ha permesso ad Hezbollah di fare e disfare tutto quello che voleva a sud del fiume Litani. Una guerra tra Israele ed Hezbollah è inevitabile e se fino ad ora non è scoppiata è solo perché gli Hezbollah hanno dovuto salvare il didietro ad Assad (sempre per conto di Teheran).

Però in questo momento Nasrallah non ha la forza politica di tirare dentro al conflitto tutto il Libano. Per Beirut vorrebbe dire la fine. Non so nemmeno se ha la forza militare per farlo. È vero, ha 150.000 missili gentilmente offerti da Teheran, ma le perdite in termini di uomini subite in Siria sono state devastanti. Con Israele sarebbe un macello.

Allora per il momento facciamo così: gli orrendi scenari previsti da quelli bravi lasciamoli a loro. Nasrallah ha più cervello di quanto si pensi. L’Iran è già pienamente coinvolta nella guerra, ma è ora che anche gli iraniani se ne accorgano.

In merito a Saleh Arouri, beh, se è vera la storiella delle 72 vergini e dei fiumi di miele che spettano ad ogni martire, a quest’ora se la sta godendo come un pazzo. Perché piangerlo e magari minacciare guerre a destra e a manca per la sua morte?

Rapporto del New York Times sulle violenze sessuali di Hamas commess il 7 ottobre 2023
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