Human Rights Watch, quei 100 milioni di Soros che cambiarono tutto

Dal Premio Nobel per la Pace come membro fondatore della Coalizione contro le mine antiuomo a delatrice a pagamento. E quei 100 milioni di dollari donati da Soros che hanno cambiato tutte le prospettive

Avevo deciso di non scrivere nulla sull’ultimo rapporto redatto da Human Rights Watch (HRW) sulla situazione israelo-palestinese.

Da troppi anni infatti sia HRW che Amnesty International quando scrivono rapporti riguardanti Israele sono estremamente faziosi e persino palesemente falsi nei confronti dello Stato Ebraico. Sicuramente pagati per farlo.

Oramai da un decennio commentiamo i rapporti di queste due Organizzazioni Non Governative (ONG) ex premi Nobel per la pace ben sapendo che è tutto inutile e che comunque chi conosce la situazione e non è annebbiato dall’odio antisemita, sa che scrivono fandonie.

Come tutti sanno che a pagare questo tipo di rapporti sono il Qatar e ultimamente la Turchia.

Ormai è quindi inutile commentare o ribattere alle ridicole accuse che muovono queste ONG a Israele. Lo ha fatto benissimo Niran Ferretti su l’Informale.

Ma il bravissimo Niran sa molto bene che è tutto inutile. Tutti sanno che sono falsità, persino gli autori dei rapporti. Solo che i dollari del Qatar fanno miracoli.

È molto triste la fine di Human Rights Watch, una organizzazione che una volta era strepitosa, premiata nel 1997 insieme ad altre organizzazioni con il Premio Nobel per la pace per aver creato la campagna contro le mine antiuomo.

Una organizzazione che ha lottato duramente contro l’utilizzo dei bambini soldato, contro lo sfruttamento dei minori e per i Diritti delle donne.

Persino il suo fondatore, Robert L. Bernstein, prima di morire criticò fortemente la trasformazione in negativo di HRW e se ne andò sbattendo la porta.

Poi il fatto che cambiò tutto. Non ho niente contro filantropi del tipo di George Soros, però se uno come Soros ti dona 100 milioni di dollari (lo ha fatto con HRW nel 2010, la più grande donazione mai fatta a una ONG) non lo fa semplicemente per simpatia. E stranamente Human Rights Watch è cambiata proprio da allora.

Sarà un caso, ma da allora il credo di HRW è diventato quello del Dio denaro e non di rado ha usato la sua credibilità per emettere rapporti e giudizi chiaramente faziosi e di parte, non solo verso Israele.

Non per fare benaltrismo, che pure ci starebbe bene, ma nessuno si è mai chiesto come mai queste “grandi” organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani non parlano mai della mafia di Ramallah? O di quella di Gaza?

Mahmud Abbas, in arte Abu Mazen, governa l’Autorità Palestinese dal 2006 senza elezioni e senza un minimo di democrazia. Incarcera tutti i dissidenti e persino i giornalisti che lo contestano. Ma per HRW è tutto regolare. Potenza dei dollari del Qatar e dei filantropi.

Hamas governa la Striscia di Gaza come un vero e proprio regime islamico. Uccide chiunque lo contesti e costringe la popolazione a vivere in estrema povertà e a dipendere dagli aiuti (che per fortuna passano per Israele). Ma per HRW è tutto regolare. Solo poche righe di condanna ogni tanto. Potere dei soliti dollari dei soli noti.

Capite che tristezza? Che tristezza vedere una buonissima organizzazione per la difesa dei Diritti Umani trasformarsi in qualcosa di inqualificabile, lontanissima da quello che era e che voleva il suo fondatore. Una delatrice a pagamento.

Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l’Italia. Studio tutto quanto riguarda il Medio Oriente e l’Africa centrale.

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