Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, non sa decidere se entrare oppure no in guerra contro Israele, con il rischio più che concreto (in caso affermativo) non solo di essere spazzato via ma di coinvolgere tutto il Libano al quale non interessa niente di fare la guerra a Israele.
Ieri Nasrallah è stato come sempre indecifrabile. Non ha inviato rappresentanti di Hezbollah al funerale del numero due di Hamas, Saleh al-Arouri, ucciso dagli israeliani, tuttavia non ha esitato a prendere ad esempio l’eliminazione di questo assassino come motivo per attaccare Israele.
Nasrallah ha affermato che tutto il Libano sarebbe esposto a ulteriori attacchi israeliani se il gruppo non reagisse all’assassinio di Arouri a Beirut.
«Non possiamo rimanere in silenzio su una violazione di questa portata perché significherebbe che l’intero Libano sarebbe esposto», ha affermato, aggiungendo che consentire a Israele di avere successo nelle sue operazioni a Gaza porterebbe l’IDF a pensare di poterlo fare anche in Libano.
Questa mattina Hezbollah ha lanciato un pesante attacco missilistico contro Israele, il più importante dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas. 40 razzi e missili hanno colpito il territorio israeliano.
La salva di razzi ha innescato l’allarme di razzi e droni in arrivo in 90 comunità nel nord di Israele, ma l’IDF ha affermato che è stata presa di mira solo l’area del Monte Meron.
Poco dopo, le sirene sono state nuovamente attivate in 40 comunità nel nord di Israele. Molti altri proiettili sono stati lanciati da Hezbollah nelle aree di Metula e Margaliot al confine.
L’esercito ha detto di aver colpito una cellula terroristica nel sud del Libano, responsabile di alcuni lanci di razzi.
In una dichiarazione successiva, l’IDF ha affermato di aver effettuato attacchi aerei su una serie di siti Hezbollah in Libano in risposta agli attacchi nel nord di Israele.
Secondo l’IDF, gli obiettivi ad Ayta ash-Shab, Yaroun e Ramyah includevano posizioni di lancio di razzi, siti militari e altre infrastrutture utilizzate dal gruppo terroristico.
L’IDF dice che un drone ha colpito la cellula dietro l’attacco a Metula.
Nel suo delirante discorso di ieri Nasrallah ha affermato che dall’8 di ottobre Hezbollah ha effettuato 670 operazioni al confine, distruggendo «un gran numero di veicoli e carri armati israeliani», nonché attrezzature tecniche e di raccolta di informazioni, «sfinendo Israele» sul fronte.
«Nessun sito lungo il confine è stato risparmiato negli attacchi», ha detto, aggiungendo che sono state prese di mira 48 posizioni di confine israeliane e 11 basi posteriori.
Ora, per noi che viviamo in paesi liberi le affermazioni di Narallah suonano come quello che sono in realtà, puro delirio. Tuttavia servono al capo di Hezbollah per calmare il fronte interno dei duri e puri che vorrebbero un maggior coinvolgimento di Hezbollah nella guerra contro Israele.
Non si può negare tuttavia che il tono delle minacce del Partito di Dio cresce di giorno in giorno e che la pressione sul capo di Hezbollah affinché trascini il Libano in guerra sono sempre più forti.
Resisterà Nasrallah alle pressioni di Teheran e a quelle del suo fronte interno? Lo vedremo solo nei prossimi giorni. Per ora anche Israele non va tanto per il sottile con le minacce. Nelle scorse ore il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha lanciato una sorta di ultimatum affermando che Hezbollah deve ritirarsi oltre il fiume Litani e che il tempo per una soluzione diplomatica sta per scadere.

