Quella di Israele e Stati Uniti contro il palese tentativo da parte di diversi Paesi musulmani di legittimare il terrorismo islamico (in questo caso di Hamas) è una lotta solitaria e irta di ostacoli anche a causa dello scarso appoggio del resto dell’occidente che pure ha provato sulla propria pelle cosa significhi affrontare questo mostro tentacolare.

All’inizio del mese di giugno ci aveva provato il Kuwait, appoggiato dalla Turchia, a proporre una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che non solo condannava Israele senza nemmeno nominare Hamas ma addirittura proponeva l’invio di una forza militare musulmana nella Striscia di Gaza, un piano sventato solo dal veto degli Stati Uniti perché l’occidente non solo non aveva mosso un dito ma quella risoluzione l’aveva addirittura approvata.

Ora a riprovarci sono la Turchia – omnipresente quando si tratta di difendere il terrorismo islamico – e l’Algeria che stanno per presentare una risoluzione identica a quella presentata dal Kuwait, solo che invece di presentarla al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dove troverebbero la strada sbarrata dal veto USA, la presenteranno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dove il Diritto di veto non c’è e dove sono sicuri di ottenere la maggioranza grazie al gran numero di Paesi islamici che ne fanno parte e alla codardia dell’occidente.

Il vero obiettivo: legittimare il terrorismo islamico

L’ambasciatrice USA all’ONU, Nikki Haley si consulta con l’ambasciatore israeliano Danny Danon

Quella dei Paesi islamici, Turchia in testa, è una mossa studiata non solo a far condannare ingiustamente Israele ma è volta palesemente a legittimare il terrorismo islamico, non solo perché non nomina in nessun caso gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele né l’uso indiscriminato di civili come scudi umani ma soprattutto perché, proprio per questo, tende a far passare i terroristi islamici come vittime invece che come carnefici, il tutto ammantato dalla legittimità internazionale fornita dalle Nazioni Unite sempre più islamizzate.

Attenzione, perché la mossa è molto subdola e furba in quanto non solo fa leva sul notorio odio islamico verso gli ebrei e quindi verso Israele, ma usa l’antipatia occidentale (la potremmo chiamare anche antisemitismo) nei confronti dello Stato Ebraico per far passare il messaggio che il terrorismo islamico in alcuni casi è giustificato da ragioni religiose che i musulmani considerano al di sopra delle leggi internazionali. In questo caso è la supposta “occupazione” israeliana di terre islamiche e di Gerusalemme, ma domani potrebbe essere qualsiasi altra cosa che l’Islam consideri una sua proprietà.

Ma se dai Paesi islamici una mossa del genere ce la si può aspettare, di certo è incredibile che ad appoggiarla siano anche i paesi occidentali, Europa in testa. Nessun Paese occidentale aveva infatti contestato la risoluzione presentata dal Kuwait ed è immaginabile che succeda altrettanto su quella che stanno per presentare Turchia e Algeria. In sostanza, legittimando gli attacchi terroristici di Hamas e l’uso indiscriminato di civili come scudi umani si legittima tutto il terrorismo islamico, anche quello che ha colpito e che colpirà l’Europa.

Non c’è infatti un terrorismo islamico buono e uno cattivo. Non sono meno terroristi coloro che colpiscono Israele di quelli che colpiscono in Europa. La matrice, l’ideologia e i mandanti sono gli stessi. Non capirlo è da stupidi oltre ad essere una mossa suicida.