Libano: proteste contro il capo di Hezbollah. «non siamo una provincia iraniana»

Il capo di Hezbollah chiede ai libanesi di riconoscere la leadership di Ali Khamenei e di combattere contro Israele

Hanno scatenato proteste le dichiarazione fatte ieri sera da Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, il quale in un discorso televisivo ha detto che «il Libano è parte importante della resistenza contro Israele» e che non deve temere una guerra contro lo Stato Ebraico.

Parlando in occasione dell’ultimo giorno delle commemorazioni sciite della Ashoura, il leader di Hezbollah ha paragonato il Libano a una specie di provincia dell’impero persiano invitando il Paese a riconoscere la leadership di Ali Khamenei e ha detto che i libanesi non devono temere un confronto armato con Israele.

Quasi immediate le reazioni da parte di molti politici libanesi. L’ex ministro Mohammed Abdul Hamid Baydoun ha detto che Nasrallah non ha niente a che vedere con il Libano ma, al contrario, ha molto a che vedere con l’Iran, quindi non può parlare per il Libano.

«Per Nasrallah il Libano è solo una parola nel dizionario» ha detto l’ex ministro libanese. «Per lui le istituzioni libanesi non sono altro che decorazioni» ha poi aggiunto.

Baydoun ha affermato anche che «Hezbollah è una delle principali cause del collasso economico in Libano».

Facendo riferimento alle osservazioni di Nasrallah su Khamenei, definito dal capo di Hezbollah alla stregua di un padre della patria, l’ex deputato Fares Soaid ha detto che «nulla nella costituzione del Libano, né nelle risoluzioni 1559 e 1701 menziona di combattere sotto la bandiera di Khamenei».

Lokman Slim, attivista politico e condirettore di UMAM Documentation and Research, uno sciita contrario a Hezbollah, ha affermato che Nasrallah «ammette di occupare il Libano in nome di Ali Khamenei e che il Libano è tenuto in ostaggio dal suo leader. Di fronte a questa realtà, non possiamo parlare di sovranità in un paese occupato dall’Iran».

Proteste anche sui social libanesi dove in molti hanno chiesto di mettere fine alla occupazione del Libano da parte di Hezbollah. «Non siamo una provincia iraniana» hanno detto moltissimi utenti.

«Non vogliamo combattere contro Israele per fare un piacere a Khamenei» ha scritto un utente di Beirut subito ripreso da molti altri.

Per colpa di Hezbollah e dell’Iran il Libano rischia seriamente di trovarsi coinvolto in un conflitto su larga scala con Israele. Molti investitori stranieri hanno già deciso di lasciare il paese per il timore di un conflitto con lo Stato Ebraico.