Middle East

Per l’ONU se i poveri palestinesi stanno male la colpa è di Israele

Se i poveri palestinesi stanno male la colpa non è del fatto che i loro leader si mangiano tutti gli aiuti internazionali, non è colpa del mancato sviluppo nonostante centinaia di miliardi di dollari arrivati da tutto il mondo, non è colpa della corruzione dilagante nella ANP in Cisgiordania o della sanguinaria dittatura islamica di Hamas a Gaza. No, se i palestinesi stanno male la colpa è di Israele.

Ad arrivare a questa “fenomenale” conclusione è l’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, che con un rapporto diffuso ieri accusa Israele per il malessere in cui vivono i poveri palestinesi.

Secondo l’OCHA i poveri palestinesi in Cisgiordania soffrono di “carenza di sicurezza” a causa delle “politiche di occupazione” perpetrate da Israele dalle quali derivano violenza, limitazioni nei movimenti, accesso limitato quando non negato al territorio israeliano e addirittura ostacoli alle azioni umanitarie. Quelli dell’OCHA fanno notare anche che ai poveri palestinesi in Cisgiordania mancano i servizi essenziali di sussistenza, ma si guardano bene dall’identificare la ANP come responsabile di questa carenza. No, la colpa è sempre di Israele che dovrebbe sopperire alle mancanze della ANP in quanto “potenza occupante”.

Su Gaza poi sfiorano il ridicolo. A parte che non si capisce perché l’OCHA debba inserire un capitolo dedicato a Gaza in un rapporto che parla di “territori occupati”. Gaza non è più occupata dal 1994. Ma pazienza, ormai ci siamo abituati. Quello che è veramente ridicolo è che si attribuisca al blocco di sicurezza su Gaza tutte le responsabilità della grave crisi umanitaria che attanaglia la Striscia di Gaza. Non si fa nessun cenno al fatto che sia stata la ANP a volere il taglio dell’energia elettrica perché non vuole pagare il dovuto e vuole mettere in difficoltà Hamas. Nessun cenno alla mancata costruzione di fognature e condotte per l’acqua potabile, nonostante i tanti fondi versati dai donatori. Nessun cenno alle centinaia di tonnellate di aiuti umanitari che ogni giorno entrano nella Striscia di Gaza da Israele. Ma soprattutto, nessunissimo cenno alla dittatura islamista di Hamas e allo scontro con Fatah (ANP) che finisce per coinvolgere centinaia di migliaia di civili.

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