Medio Oriente: il piano di Erdogan per controllare Gerusalemme. Stop di Israele

8 Luglio 2018

Israele, Gerusalemme (Rights Reporter) – Il Consiglio di Sicurezza Nazionale di Israele sta valutando seriamente la possibilità di limitare le azioni dell’Agenzia di aiuti turca, la TIKA (Turkish Cooperation and Coordination Agency) su Gerusalemme.

E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato da Hadashot dopo che il mese scorso Arabia Saudita, Giordania e Autorità Palestinese avevano espresso preoccupazione per le attività turche a Gerusalemme est e avevano chiesto a Israele di intervenire. Secondo gli arabi Erdogan starebbe cercando di rivendicare un ruolo guida sulla cruciale questione di Gerusalemme Est.

Erdogan non ha mai fatto mistero di rivendicare un ruolo guida sulla questione di Gerusalemme Est e sta usando ogni mezzo per appropriarsene e diventare così il “simbolo dell’islam sunnita”. Per farlo non esita a usare l’Agenzia di aiuti turca (TIKA) come copertura per azioni del tutto illegali, esattamente come sta facendo in Europa.

Secondo rapporti di intelligence l’Agenzia TIKA ha rapporti diretti con il gruppo terrorista palestinese di Hamas e ospita diversi suoi leader presso i propri uffici di Ankara e Istanbul. Ci sono prove che l’Agenzia TIKA ha trasferito fondi ai terroristi e che scambia costantemente informazioni con Hamas.

Tra le misure pensate dal Consiglio di Sicurezza Nazionale ci sono alcune restrizioni nei movimenti per gli operatori dell’Agenzia TIKA, permessi per ogni progetto implementato dall’Agenzia di aiuti turca e infine il controllo accurato delle finanze destinate ad ogni progetto e della loro effettiva destinazione.

L’intelligence israeliana afferma che proprio l’Agenzia TIKA ha avuto un ruolo importante nella fomentazione degli scontri sul Monte del Tempio e in altre manifestazioni anti-israeliane, ha per di più finanziato diversi viaggi di membri di Hamas e non è escluso che dietro ai recenti fatti riguardanti gli scontri lungo il confine tra la Striscia di Gaza e Israele ci possa essere proprio la Turchia.

Sempre l’intelligence israeliana ha scoperto che TIKA sta acquistando decine e decine di immobili a Gerusalemme Est, un fatto questo che sta preoccupando notevolmente anche l’Autorità Palestinese che non vuole «un altro padrone» su Gerusalemme Est ma soprattutto preoccupa l’Arabia Saudita che teme che Erdogan voglia rivendicare il ruolo di “custode dei luoghi sacri”.

Una strategia ormai collaudata

Quella di Erdogan è ormai una strategia ampiamente collaudata, usare “agenzie umanitarie” per nascondere piani che di umanitario non hanno nulla. Lo ha fatto in occasione della Mavi Marmara, lo sta facendo nei Balcani per infiltrare l’Europa, lo fa in Africa in Somalia, Sudan ed Eritrea e adesso sta facendo lo stesso a Gerusalemme. Per questo temiamo che le azioni decise dal Consiglio di Sicurezza nazionale israeliano siano insufficienti e che sarebbe molto più logico espellere la TIKA da Giordania e Samaria dove complessivamente amministra e implementa circa 400 progetti, davvero troppi.

Gabor H. Friedman

Consulente per i progetti di sviluppo per diverse organizzazioni internazionali. Vive negli Stati Uniti

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