Middle East

Se i palestinesi volessero veramente la pace

Se i palestinesi volessero veramente la pace l’avrebbero avuta oltre 60 anni fa quando venne stabilita la nascita dello Stato Ebraico di Israele e quella di uno Stato palestinese. Se i palestinesi volessero veramente la pace avrebbero attuato gli accordi di Oslo che concedevano loro tutte le richieste avanzate. Se i palestinesi volessero veramente la pace quando Israele restituì la Striscia di Gaza piena di serre e opportunità non l’avrebbero trasformata in un califfato islamico dal quale lanciare attacchi contro i civili israeliani. Ma soprattutto, se i palestinesi volessero veramente la pace non chiederebbero a Israele di trattare con Hamas, un gruppo terrorista che ha nel suo statuto l’obbiettivo di distruggere Israele e di creare la “grande Palestina”.

Ed è questo il punto. I palestinesi vogliono veramente la pace con Israele? A giudicare dal loro comportamento si direbbe di no.

Partiamo dai più “moderati”, l’Autorità Nazionale Palestinese. Ottenuto praticamente tutto con gli accordi di Oslo si sono ben guardati dal costruire un loro Stato indipendente e libero che vivesse in pace a fianco di Israele. In compenso hanno scatenato quella che è stata definita “la seconda intifada” buttando all’aria tutti quegli accordi raggiunti. Nonostante decine di miliardi di dollari ricevuti dalla comunità internazionale non hanno costruito alcuna infrastruttura in Cisgiordania. Non un ospedale, niente scuole, non un sistema sociale che è alla base di qualsiasi Stato, nessun sistema di sostegno all’industria e al commercio, non un sistema politico libero e democratico. Qualsiasi altro Stato al mondo con tutti quei soldi a quest’ora sarebbe ricchissimo e il suo popolo vivrebbe in uno stato moderno e ricco. Invece non solo dipendono completamente dagli altri ma vivono in uno Stato poco più moderno dell’ultimo dei paesi in via di sviluppo. Il tutto perché hanno rifiutato e continuano a rifiutare qualsiasi ipotesi di pace con Israele e si rifiutano di riconoscerlo.

Ma il punto saliente si chiama Hamas. Con quello che hanno speso i terroristi palestinesi che governano Gaza per costruire i tunnel sotterranei, per acquistare migliaia di missili da lanciare contro Israele, per armare le loro milizie e per strutturare un vero e proprio esercito, avrebbero potuto costruire ospedali, scuole, creare un sistema sanitario degno di questo nome, fare acquedotti, sistemi fognari, centrali elettriche, creare un sistema di commercio legale e aperto al mondo. Invece ogni singolo dollaro che ricevono lo spendono esclusivamente per perseguire l’obbiettivo della distruzione di Israele. I bambini vengono indottrinati, spesso nelle scuole dell’Onu, all’odio verso Israele così che anche le nuove generazioni non conoscano la parola “pace” ma abbiano solo l’obbiettivo di distruggere Israele. Vi sembrano persone che vogliono la pace?

Israele, da quando ha dichiarato la propria indipendenza nel 1948, è stato attaccato quattro volte da eserciti arabi e ogni volta ha respinto gli attacchi conquistando anche territori arabi. Ma quando si è trattato di fare la pace non si è mai tirato indietro restituendo i territori occupati agli Stati con cui ha fatto la pace. Lo ha fatto anche con i palestinesi che però invece di cercare la pace hanno usato quei territori per portare attacchi contro Israele (qui trovate tutta la storia senza tanti fronzoli o analisi alla Di Battista).

Chi è allora che non vuole la pace e chi invece la vuole?

Oggi il cosiddetto “mondo civile” pretende da Israele che tratti con Hamas, che faccia ai terroristi delle concessioni. Ma per cosa? Non certo per la pace perché, come abbiamo visto, ai palestinesi non interessa affatto fare la pace, non interessa creare uno stato palestinese che viva in pace a fianco di Israele. E se qualcuno tirasse fuori la storia della “occupazione” o dell’assedio a Gaza che non c’è, torno a ribadire che se i palestinesi volessero veramente la pace farebbero i passi necessari al suo perseguimento, a partire dal riconoscere Israele e alla conseguente rinuncia al piano della grande Palestina.

La realtà, purtroppo, è che ai palestinesi non interessa veramente la pace, a loro interessa solo distruggere Israele e creare la grande Palestina. E’ un dato di fatto inoppugnabile. Se volevano veramente la pace a quest’ora l’avrebbero avuta e avrebbero il loro Stato.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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3 Comments

  1. Tutto quello che ha scritto Noemi Cabitza lo sanno tutti, anche i cosiddetti pacifondai, i Palestinesi e gli amici (politici e non) dei Palestinesi; lo sanno anche Obama, la Merkel, la UE, Renzi, Grillo, etc..
    E sanno anche che se Israele darebbe tutte le concessioni che Hamas vuole lo stesso non si arriverebbe ad una “convivenza fra due popoli”, come ipocritamente viene invocata dai più furbi, e tanto meno ad una rinuncia di Hamas a danneggiare Israele.
    Per quelli sopra menzionati, Israele non dovrebbe esistere come nazione, come stato, solo così i Palestinesi e gli Arabi in generale starebbeto tranquilli, così stando tranquilli loro starebbero tutti tranquilli (illusi).
    Quindi non è un problema di giustizia, o di autodifesa, o di tutela dei diritti; neanche l’impegno di voler fare sapere la verità dei fatti e delle apparenti intenzioni delle parti può ottenere un risultato positivo alla causa, fino a quando non c’è un radicale cambiamento di mentalità, di ideali, etc..

  2. Io sono d’accordo con gran parte di quello che é stato scritto ma certamente ci sono anche colpe da parte di alcuni Governi di Israele. Mi ricordo tanti anni fa nel 1991 che andai in Israele per ritrovare la parte della mia famiglia che sta a Tel Aviv ma anche in kibbutz vicino alla Siria in occasione di un convegno a Rehovoth dove era ed é credo un centro molto importante che si occupa biologia, delle piante. Parlai allora con una intelligente persona del Ministero degli Esteri di Israele e ci trovamo d’accordo sul fatto che i problemi con i palestinesi sarebbero diminuiti se il Governo di Israele avesse lavorato più e meglio per farli vivere bene e integrarli con gli ebrei. Questo , devo dore con franchezza é avvenuto solo in piccola parte e naturalmente non èarlo solo di Gaza anche se non credo purtroppo che sarebbe bastato. L’unica soluzione adesso non può che essere laformazione dei due stati e ovviamente un aiuto economico e non solo di Israele perché il possibile Stato Arabo possa veramente sorgere e muoversi verso la democrazia. Solo così si arriverà alla pace ma é ovviamente certo prima di questo Hamas deve esere scpnfitto e il dialogo può esserci solo con una rinascita del’OLP con o senza Abu Mazen

    1. Aiuto economico?!?!?! Perché ne faccia lo stesso uso degli altri MILIARDI DI DOLLARI che ha ricevuto finora? Formazione di due stati? Quando i palestinesi stanno combattendo da ottant’anni per impedire la nascita di uno stato di Palestina? Rinascita dell’OLP?!?!?! Con tutti gli otto articoli della sua Costituzione che prevedono la distruzione di Israele come obiettivo primario e irrinunciabile? Voglio sperare che quello qua sopra sia un commento ironico, perché se fosse una proposta seria facciamo prima a chiedere a Israele di prendere tutti una bella capsula di cianuro e non se ne parli più.

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