Festeggiavano l’accensione della prima luce sulla hanukkiàh, alla bella spiaggia dove solo sei anni fa prendevo il sole con la famiglia, nel nostro inverno e nella loro estate downunder. Un rabbino con cinque figli adesso è morto. Tanti altri sono morti, anche un bambino di dieci anni, e tanti, troppi sono feriti, nella sparatoria sulla spiaggia più famosa di Sidney.
Il governo che ha riconosciuto un paese di fantasia in cui qualcuno di sicuro festeggerà questa “vittoria” non ha fatto nulla per prevenirlo. Eppure era stato avvertito, e ripetutamente. Ma tanto, si pensava, non succede.
La minoranza musulmana, quella entrata nel paese con donne velate sempre in gravidanza e già circondate di pargoli intorno ad una carrozzella con bebè, non si può tenere d’occhio. E non si deve. E la polizia armata non si deve far vedere, a Bondi Beach, sarebbe “scontro di civiltà”, assolutamente da evitare.
Non si deve nemmeno esagerare con l’allarmismo, poiché il 99,9999 % dei musulmani sono bravi cittadini o residenti che vogliono integrarsi, non dobbiamo generalizzare, gli allarmismi sono fuori luogo e non sono politically correct.
Tolleranza è la parola d’ordine, e ovviamente ci si aspetta il rispetto delle regole, da quei signori della “religione di pace”. E magari il loro voto.
Essere contro gli ebrei è diventato normale, dopo che il cinico criminale Netanyahu ha ordinato al suo esercito di sparare in testa ai bambini e ammazzare 70.000 poveri palestinesi tutti bambini innocenti, e forse di più, e non conta che i corpi non si trovino, il genocidio è evidente, secondo i dati di Hamas!
Certo, se si condividono le assurdità riprese dalla propaganda e divulgate dalla TV, tutto diventa credibile, e genera ciò che vediamo. Genera odio, un odio che viene dal settimo secolo beduino e si diffonde, mescolandosi a quello a lungo covato in Occidente dove, si sa, gli ebrei hanno in mano tutto e dominano le sorti del mondo con il loro infinito potere bancario, finanziario, e i loro subdoli agganci sionistico-massonici.
Contro gli ebrei e il loro odiato Stato sionista ci sono dovunque cortei di decerebrati che inneggiano a free free Palestine, e nessuno nutre il sospetto che, in realtà, tutto questo è parte di quell’odio antico, che con la “Palestina” non ha nulla a che vedere.
È semplicemente antisemitismo.
E sarebbe ora che i governi dell’Occidente ebraico-cristiano lo prendessero sul serio, e che agissero di conseguenza. Duramente.
Voi ci volete fare del male?
E noi vi mettiamo sul primo aereo per il paese di provenienza, con tutta la vostra complice famiglia. E vi togliamo anche il passaporto, se lo avete, e guai a voi se cercate di tornare!
Volete farci del male, maledetti barbuti?
E noi vi chiudiamo le moschee, i centri islamici e le altre sedi dove vi riunite per inneggiare urlando, inneggiare al Jihàd.
Se a qualcuno sembra troppo, guardi quei corpi morti sul lungomare: non sono che i più recenti di una serie troppo lunga.
Se l’Occidente vuole sopravvivere e festeggiare quella calda luce che si doveva accendere, ma anche quelle dei presepi e degli alberi di Natale, è l’ora di svegliarsi, perché il nemico è in casa!

