La morte di al-Baghdadi non significa la fine dello Stato Islamico
L’uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi da parte delle forze statunitensi lascia lo Stato Islamico senza un leader. È un brutto colpo per ISIS ma non è un colpo definitivo.
L’uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi da parte delle forze statunitensi lascia lo Stato Islamico senza un leader. È un brutto colpo per ISIS ma non è un colpo definitivo.
Abu Bakr al-Baghdadi, l’autonominato Califfo dello Stato Islamico, sarebbe stato ucciso da un raid americano nella provincia siriana di Idlib.
L’ISIS non è affatto sconfitto. Il contrordine arriva dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti pochi mesi dopo che il Presidente Trump aveva annunciato la sconfitta del califfato.
Abu Bakr al-Baghdadi riappare in video e lancia il nuovo corso di ISIS, quello della “guerra di logoramento”. Una brutta bestia, difficile da contrastare e che preoccupa fortemente gli analisti
Prendendo come spunto i crimini commessi da ISIS contro gli Yezidi, l’avvocato per i diritti umani Amal Clooney chiede un “processo di Norimberga” per lo Stato Islamico. Ma è solo una utopia, perché processare ISIS significherebbe mettere sotto processo la Sharia
L’occidente di fronte al problema dei cosiddetti “cuccioli del Califfato” mostra impreparazione e timori di innescare una bomba sociale. Li potrebbe prendere Erdogan, ma non è detta che sia una buona idea
Alcuni supporti informatici rinvenuti dai combattenti curdi nei covi dello Stato Islamico in Siria rivelano l’esistenza delle cosiddette “crocodile cells”, cellule di terroristi islamici già rientrati in Europa e pronti a colpire obiettivi nel vecchio continente in caso di caduta dello Stato Islamico
La Fratellanza Musulmana si propone come sostituto “moderato” dello Stato Islamico. La denuncia arriva per una volta dalla Siria ed ha merito di aprire un dibattito che l’Europa non può più sottovalutare
Oggi la Turchia si reca al voto. Fino a pochissimo tempo fa il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan, era dato per vincitore assoluto ma nelle ultime settimane le cose sembrano essere cambiate nonostante l’assoluto predominio di Erdogan sui media che di fatto ha ammutolito la stampa d’opposizione al regime.
Boko Haram, il gruppo terrorista islamico legato allo Stato Islamico, è tornato a colpire la Nigeria. Lo ha fatto sabato con un doppio attentato nel villaggio di Abbatchari, vicino alla città di Damboa, nello stato di Borno, attentato al quale è seguito il lancio di alcuni RPG sulla folla che dava assistenza ai feriti.
Di Abu Bakr al-Baghdadi se ne sono perse le tracce. C’è chi dice che sarebbe morto, chi lo descrive in fuga verso l’Africa, chi lo vuole nella Penisola del Sinai, fatto sta che da mesi non se ne sa nulla. Decaduto dal ruolo di califfo dello Stato Islamico, non potendo più contare sull’aiuto “strategico” della…