M5S: la voce dell’Iran in Italia

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Una coincidenza è un caso, due coincidenze sono un sospetto, tre coincidenze sono un reato. Partiamo da questo assunto “poliziesco” per analizzare la linea profondamente anti-israeliana del Movimento 5 Stelle, una linea che nella migliore tradizione islamica si affida alle bufale e ai luoghi comuni e che può essere la norma se a farlo è un giornaletto filo-islamico ma che diventa imbarazzante se a farlo è una rappresentanza parlamentare.

Primo caso, la coincidenza: il 23 maggio l’On. Cittadino Manlio Di Stefano in un intervento in Parlamento si scaglia contro Israele chiedendo al Governo di prendere posizione contro lo Stato Ebraico in occasione dell’inaugurazione degli europei di calcio under 21 (qui una ricostruzione) adducendo motivazioni storicamente fasulle. Pochi giorni dopo proverà a riprendersi dimostrando ancora una volta la sua faziosità anche se qualcuno la chiama ignoranza.

Secondo caso, il sospetto: lo scorso 12 luglio in occasione della clamorosa bufala del supposto arresto di un bambino palestinese, sempre l’On. Cittadino Manlio Di Stefano scrive su Facebook: “vorrei abbracciare te, piccolo Waadi (il bambino palestinese oggetto della bufala n.d.r.), come tutti i bimbi cui l’infanzia è negata da un mondo di adulti spietati”. Anche in questo caso l’On. Di Stefano si getta a pesce sulla disinformazione usando, alla pari dei peggiori sfruttatori e odiatori, un bambino come arma di offesa, lo stesso bambino che dice di voler abbracciare per difenderlo dagli adulti spietati (appunto). In realtà l’intervento del rappresentante del M5S ha davvero poco a che fare con la difesa dei Diritti di quel bambino, ampiamente garantiti dall’IDF come è stato dimostrato, mentre a molto a che fare con l’odio verso Israele.

Terzo caso, il reato: il 16 luglio, in occasione di una interrogazione parlamentare sul caso di Alma Shalabayeva, la kazaka espulsa dall’Italia forse in maniera troppo frettolosa, il M5S chiede di sapere quali sono le responsabilità del tribunale dei Minori, del Giudice di pace e della Procura di Roma nel caso del ‘rapimento di Stato’ di Alma Shalabayeva e della piccola Alua Ablyazov? Chi ha autorizzato il blitz e con quali ragioni? E che ruolo ha avuto il Gadot Information Service israeliano nella vicenda? Il Gadot Information Service? Che c’entrano si servizi di informazione israeliani? E come mai il M5S usa un termine usato quasi solamente in ambiti di intelligence iraniani per definire quello che tutti definirebbero genericamente MOSSAD (anche se, come detto, è molto generico)? Le ipotesi sono due: o il M5S sa qualcosa che nemmeno la magistratura sa, magari imbeccato da qualche “simpatizzante iraniano”, oppure tende a mettere Israele in mezzo a qualsiasi cosa possa in qualche modo sembrare “losca”, non per valide ragioni ma per partito preso, in perfetto stile anti-israeliano.

Non vorremmo insomma che l’Iran abbia trovato nel M5S la sua rappresentativa parlamentare in Italia. I precedenti non fanno ben sperare, visto come Grillo viene difeso da IRIB , dalle sue precedenti dichiarazioni e da quello che l’On. Cittadino Manlio Di Stefano è riuscito a fare e dire in poco più di un mese. Se è vero (e spesso lo è) che tre casi fanno un reato ci dovremmo chiedere che ruolo ha il SAVAK all’interno del Movimento 5 Stelle piuttosto di chiederci che ruolo hanno avuto i servizi di informazione israeliani nella vicenda di Alma Shalabayeva. Questo si che sarebbe interessante.

Sharon Levi

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