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Quale accordo ha veramente firmato Donald Trump con l’Iran?

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A giudicare dalle indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, non certo un giornale si sinistra, nemmeno i più stretti collaboratori di Donald Trump né i negoziatori sapevano della chiusura dell’accordo con l’Iran. Quando il Presidente americano ha postato la notizia sul suo social, Truth, sarebbero rimasti tutti sorpresi anche perché nessuno sapeva cosa avesse firmato Trump.

E non è da escludere che non lo sappiano nemmeno adesso a giudicare da come tengono segrete le condizioni accettate da Trump che, se fossero quelle diffuse ieri dagli iraniani e mai smentite, sarebbero una vera e propria Caporetto per gli Stati Uniti e una minaccia esistenziale per Israele.

Il testo dell’accordo, che sembra essere lungo una pagina e mezza, non è stato reso pubblico. Durante una conferenza stampa tenutasi ieri, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto a sottolineare che Israele non è parte del memorandum d’intesa e non conosce ancora tutti i dettagli dell’accordo.

Secondo il WSJ, l’annuncio dell’accordo da parte di Trump è stato accolto con incertezza su cosa esattamente avesse concordato, anche da parte di alcuni alleati al Campidoglio e dei falchi anti-iraniani, preoccupati che i termini potessero garantire a Teheran un sollievo economico senza risolvere la questione nucleare.

«Abbiamo tutti dei dubbi. Nessuno l’ha visto», ha affermato il senatore repubblicano James Lankford. Altri repubblicani hanno dichiarato di voler essere informati sui termini e di voler leggere il testo.

L’impressione, non solo mia, è che pur di poter annunciare un accordo il giorno del suo compleanno e di poter dire agli alleati del G7 di «aver vinto», Donald Trump avrebbe firmato qualsiasi cosa gli fosse stata messa davanti.

D’altra parte è la sua storia a parlare. Gli piace vincere facile e fare il prepotente con i più deboli. Con il Venezuela è andata bene, ma con Cuba che è resiliente il discorso potrebbe cambiare. Se ci sono troppi problemi fa in modo che la questione si chiuda senza badare tanto alle conseguenze, vedi l’accordo con i Talebani per l’Afghanistan o l’abbandono dei curdi siriani nelle mani di Erdogan dopo che erano stati decisivi nello sconfiggere l’ISIS.

Con l’Iran sta facendo la stessa cosa, sta mettendo a repentaglio la sicurezza di Israele perché non sa come risolvere la questione. Non per niente lo chiamano TACO acronimo di “Trump Always Chickens Out” (Trump si tira sempre indietro).

Quando dicevo che Trump era dannoso per Israele in molti mi hanno dato del folle, dello «schierato politicamente», mi hanno detto che «avevo pregiudizi» nei confronti del Presidente americano. Qualcuno più idiota si è spinto a dire che mi augurassi la sconfitta del duo Trump-Netanyahu a causa del mio astio verso il tycoon. Parliamone, ma parliamo di cose serie.

Trump ha sempre fermato Netanyahu quando era a un passo dalla vittoria. Per quanto se ne possa dire male, Biden non lo ha mai fatto. Sono state le decisioni di Trump a salvare Hamas, con tutto quello che ne consegue. Sono le minacce di tagliare gli aiuti militari a Israele a bloccare Netanyahu, non Hamas, Hezbollah gli Houthi o l’Iran.

Negli ultimi tre anni Israele ha combattuto e vinto contemporaneamente su più fronti. Certo, con le armi americane, ma a combattere c’era l’IDF, c’era il Mossad che in Iran ha perso decine di agenti per permettere all’esercito di Israele di decapitare la piovra iraniana. Ora tutto sembra vanificato solo perché Trump non sa come aggiustare il giocattolo che lui stesso ha rotto.

Dirà che questa è l’ennesima pace ottenuta dalla sua presidenza. Dirà che ora tutti saranno più al sicuro perché gli iraniani hanno promesso, giurato e spergiurato che non avranno mai l’atomica. Come se gli iraniani non avessero mai violato gli impegni presi.

E se qualcuno disgraziatamente dovesse pensare che senza Netanyahu a guidare Israele le cose cambierebbero, beh, si guardi le dichiarazioni di Naftali Bennett o di Yair Lapid sul presunto accordo tra Trump e l’Iran. Se dovessero andare loro al potere non so se saranno meno “duri” di Netanyahu con Hamas, Hezbollah o con l’Iran.

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