Deposito segreto di materiale atomico a Teheran: Netanyahu aveva ragione

Quando Netanyahu denunciò all’ONU che l’Iran aveva un deposito segreto di materiale atomico a Teheran in molti storsero il naso. Dieci mesi dopo è l’AIEA a confermare che il Premier israeliano aveva ragione

Dieci mesi
È questo il tempo che ci ha messo l’AIEA a controllare il deposito segreto iraniano
Tonnellate di documenti
Sono tonnellate i documenti segreti che il Mossad ha sottratto agli iraniani, ma ancora l’AIEA non li ha visionati

Sono passati dieci lunghi mesi da quando Israele denunciò all’ONU che l’Iran aveva un deposito segreto di materiale atomico a Teheran.

Ora finalmente l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) conferma quella rivelazione.

Sono tanti dieci mesi per andare a controllare. In dieci mesi gli iraniani hanno avuto tutto il tempo per spostare chissà dove quel materiale.

Ma i materiali nucleari lasciano una traccia e secondo una rivelazione fatta dalla TV israeliana Canale 13, che cita alti funzionari israeliani al corrente della situazione, la AIEA ha trovato tracce evidenti che in quel deposito segreto ci fosse materiale radioattivo.

Secondo le rivelazioni fatte a Canale 13, gli ispettori della AIEA avrebbero fatto diversi sopralluoghi nella struttura individuata dagli israeliani a Teheran, anche se inizialmente ostacolati dagli iraniani, chiaramente colti di sorpresa dalle dichiarazioni di Netanyahu all’ONU.

È chiaro che gli Ayatollah avevano bisogno di spostare quel materiale non denunciato da quel deposito segreto che, secondo le stime del Mossad, conteneva almeno 15 container di materiale non denunciato e almeno 15 Kg di materiale fissile ad alto arricchimento.

Quando gli ispettori della AIEA si sono finalmente mossi, ormai gli iraniani avevano fatto sparire tutto, salvo le tracce radioattive che rimangono per anni.

Secondo Teheran quel deposito era solo un impianto di stoccaggio e riciclaggio di materiale ferroso.

L’AIEA faccia chiarezza al più presto

Ora il Presidente americano, Donald Trump, e il Premier israeliano chiedo all’AIEA di fare chiarezza al più presto e di rendere note al mondo le loro conclusioni.

L’immagazzinamento di materiale radioattivo in una struttura segreta senza informare l’AIEA costituisce una violazione del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari [NPT], di cui l’Iran è un firmatario

Ieri il Presidente americano e il Premier israeliano si sono sentiti al telefono per parlare della questione iraniana e anche se i contenuti della telefonata non sono stati resi noti e plausibile che abbiano parlato anche della scoperta fatta dalla AIEA.

Il colpo grosso del Mossad

Pochi mesi fa il Mossad, con una delle operazioni più ardite della storia della intelligence moderna, era riuscito a infiltrarsi in un’altra struttura segreta iraniana a Teheran da dove era riuscito ad esportare una enorme quantità di materiale (110.000 file, 55.000 pagine e 55.000 file digitali su CD-ROM, mezza tonnellata di materiale segreto riguardante il programma nucleare iraniano).

A seguito di quella operazione si era riusciti ad avere le prove che effettivamente l’Iran cercasse di ottenere almeno cinque ordigni nucleari della stessa potenza di quello di Hiroshima.

Eppure per molto tempo l’AIEA non ha chiesto di avere accesso a quei documenti. Come mai?