È l’Iran a mettere in pericolo Libano, Siria e Iraq, non Israele

Siamo abituati al fatto che la grande stampa internazionale capovolga la realtà dei fatti quando si parla di Israele. Ma adesso si rischia veramente di esagerare

Come quasi sempre succede quando si parla di Israele la stampa internazionale tende a invertire i fattori nel tentativo di veicolare messaggi anti-israeliani piuttosto che raccontare la verità.

È il caso dei recenti attacchi aerei contro obiettivi iraniani in Iraq attribuiti a Israele.

Secondo il “comune sentire” Israele con questi attacchi (compresi quelli in Siria) metterebbe a rischio la pace (quale pace?) e la stabilità regionale.

Non sono quindi gli iraniani che costruiscono la loro tela contro Israele a mettere a rischio la pace e la stabilità in Medio Oriente, ma a farlo è Israele che cerca di impedirlo.

Gli iraniani ed Hezbollah costruiscono missili nel centro di Beirut, in Libano, ma Israele non può impedirlo perché facendolo metterebbe a rischio la popolazione libanese.

Gli iraniani aprono basi militari in Siria e in Iraq con l’intenzione più volte dichiarata di attaccare Israele, ma se lo Stato Ebraico attacca e distrugge queste basi compie una azione pericolosa che mette a rischio la pace e la stabilità in Medio Oriente.

Gli iraniani finanziano e armano apertamente Hamas ed Hezbollah per fomentare scontri e fare attentati, ma se Israele reagisce viene subito attaccato dai media come se difendersi fosse una violazione del Diritto Internazionale e non un Diritto sancito proprio da quelle leggi internazionali che tante volte riempiono le bocche degli odiatori.

Da anni l’Iran prepara una attacco a Israele usando come base di partenza la Siria e il Libano (e più di recente l’Iraq) ma se Israele cerca di impedire che la tenaglia iraniana si chiuda, secondo la grande stampa internazionale è lo Stato Ebraico che mette a rischio la popolazione libanese e siriana.

È un vero e proprio capovolgimento della realtà che non fa bene né alla verità né al dovere di fare informazione in maniera corretta.

Si confondono volutamente azioni prettamente difensive facendole passare per azioni offensive. Si fa passare il messaggio che sia Israele lo stato che attacca e non lo stato attaccato.

Non è un cosa nuova, lo abbiamo sempre visto fare negli innumerevoli scontri con Hamas, ma qui non si parla di una scontro locale, qui si parla di una guerra per il momento a bassa intensità che però rischia di trasformarsi in un conflitto regionale di vaste proporzioni che potrebbe veramente trascinare nel suo vortice la martoriata Siria e il Libano.

E chi sarebbe il responsabile di tutto questo? Israele che si difende o l’Iran che attacca?