Middle East

Gaza: criminale ipocrisia da parte di USA e ONU

Tutti sanno che Hamas nasconde le armi nelle scuole dell’Onu, negli ospedali e nelle moschee, tutti sanno che usa i civili come scudi umani (vedere questo video). Due giorni fa per la terza volta sono stati trovati missili di Hamas nascosti in una scuola dell’Onu mentre anche i giornalisti stranieri sono concordi che la strage di bambini in una parco giochi è opera di Hamas. Sanno benissimo che Hamas spara dall’interno delle scuole. Eppure a sentire USA e ONU gli unici da condannare sono i militari israeliani.

Davvero curioso questo fatto che di certo non è frutto di una svista, ma nasce da una precisa strategia mediatica imposta da Hamas e recepita alla perfezione non solo dai media ma anche dalle istituzioni mondiali e persino dagli USA, quelli che da anni bombardano civili con i droni senza che nessuno dica nulla.

Ecco perché parliamo di ipocrisia criminale. Pur essendo perfettamente a conoscenza di come avvengono le cose a Gaza, sia l’ONU che gli Stati Uniti si prestano a diventare le voce del terrorismo, fanno consapevolmente quello che Hamas vuole che facciano.

Paradossalmente nel mondo musulmano, pur mantenendo il consueto odio verso Israele, si moltiplicano le condanne ad Hamas mentre in occidente e nelle istituzioni mondiali si favorisce la strategia mediatica di Hamas. E’ davvero un mondo capovolto.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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3 Comments

  1. E’ evidente che una ricostruzione veritiera di qualunque evento o situazione si deve basare su informazioni vere e complete.
    Altrimenti si fa della narrativa molto ipotetica , con buona pace della signora Boldrini, che sta parlando in questi minuti alla Camera.
    Nel caso di Gaza é necessario sapere per esempio chi ha davvero sparato contro un obiettivo civile, ma é altrettanto necessario sapere se l’obiettivo veniva usato in quel momento tatticamente a scopi militari dall’avversario.
    Per realizzare quest’uso é per esempio sufficiente posizionarsi all’interno o nelle immediate vicinanze di una struttura civile e da lì sparare contro il nemico.
    Non va trascurato il fatto che un conto é la scelta di bombardare un obiettivo con un aereo che non può essere abbattuto e un altro conto é la scelta di rispondere al fuoco da parte delle truppe di terra, che sono vulnerabili.
    E’ impensabile che queste – essendo vulnerabili- non sparino anche per autodifesa per colpire la fonte di un eventuale fuoco nemico.
    Se la scuola dell’ONU o altre strutture civili sono state colpite da truppe di terra israeliane é indispensabile sapere se la situazione del momento era come quella descritta.
    Chi può fornirci la descrizione esatta?
    Forse le fonti palestinersi o la signora Boldrini, che si indigna a senso unico per la morte dei civili rifugiati nelle strutture ONU?
    Credo di no, ma credo anche che non sia interessata a conoscerla.
    Altrimenti si sarebbe anche posta certe domande, che invece non si pone.
    Ho letto su un sito israeliano che gli ultimi tre soldati israeliani sarebbero morti- secondo quanto riportato dall’IDF- per lo scoppio con trappole esplosive di un tunnel scavato all’interno di un ambulatorio dellUNRWA , l’agenzia delle Nazioni Unite che opera a favore dei rifugiati palestinesi.
    E che questa conclusione é stata possibile per il fatto che questa struttura non era stata preventivamente bombardata, proprio perché dell’UNRWA.
    Nel caso che la versione sia veritiera, mi domando se questa agenzia partecipi alla guerra o si limiti ai suoi compiti istituzionali.
    Così come mi domando se la presenza dell’ONU non renda più facile la tattica di hamas e maggiore il numero di morti civili.
    Con l’aggravante di partecipare ad una guerra mediatica basata sulla propaganda antiisraeliana.
    A proposito, infine, delle verità della stampa, é di qualche ora fa la notizia che il giornalista di TGCOM 24 Gabriele Barbati , una volta uscito da Gaza, ha dichiarato che i bambini morti nel campo giochi pochi giorni fa sono state vittime di un razzo palestinese, contrariamente alla versione “ufficiale”.
    Una notizia che stando a Gaza non poteva-suo avviso dare per non mettere a rischio la sua incolumità.
    E’ forse questa la condizione degli operatori dell’ONU?
    Un dirigente dell’UNRWA ha dichiarato pochi minuti fa alla giornalista Anna Maria Esposito di RAInews24 che non é compito loro appurare se qualcuno sparava contro le truppe israeliane in prossimità della scuola bombardata recentemente dall’artiglieria israeliana.
    Che pensare allora dell’indignazione a senso unico?

    1. Concordo perfettamente, giorni fa vedevo il tg di i24News e quando la giornalista ha chiesto a Chris Guinness, il portavoce UNRWA a Gaza se sapessero dei razzi nascosti nelle scuole o dell’uso di civili come scudi umani, lui ha risposto con un eloquente “I simply don’t know”!

      Non credo servano altri commenti.

  2. Qualche utile domanda.
    Che rapporto ha una organizazione politico-militare territoriale come Hamas con le Nazioni Unite?
    La domanda si può anche invertire:
    che rapporto hanno le Nazioni Unite con Hamas?
    Generalmente si crede che l’ONU sia in posizione di terzietà nei conflitti, interessato alla pace e all’assistenza umanitaria dei più deboli.
    Ma é davvero così?
    Per darsi delle risposte non si può non parlare dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i “rifugiati” palestinesi.
    Questa agenzia si occupa dei palestinesi ed é pertanto ovvio che abbia rapporti con questi.
    Ma da quali persone é composta questa agenzia e che genere di rapporti intrattiene con Hamas?
    Leggo su “Israele net” di oggi che questa agenzia é composta quasi esclusivamente ai vari livelli da personale palestinese piazzatovi all’interno da Hamas e quindi fedele ad Hamas.
    Risulta che il personale dirigente non arabo condivida lo stesso orientamento.
    C’é perfino una foto che ritrae alcuni di questi personaggi accanto ad una carta geografica in cui non compare lo Stato di Israele.
    Quindi l’UNRWA attraverso il personale arabo e non arabo ritiene che Israele non debba esistere.
    Non é necessario un grande sforzo per intendere che da questo pensare derivi chiaramente anche una militanza specifica combattente per realizzare lo scopo dichiarato.
    Pertanto l’UNRWA a Gaza non solo viene usata da Hamas, ma é diventata ed é quindi di per sé un’emanazione di Hamas.
    Come tale collabora oggettivamente – e direi anche volontariamente – nell’ adozione della tecnica degli scudi umani.
    Che senso ha raccogliere dei civili in strutture che da civili diventano militari e quindi obiettivi militari, visto che Hamas ne fa l’uso che vuole o le mette a rischio sparando da postazioni adiacenti?
    E poi, come avrebbe potuto questa agenzia consentire ad Hamas la costruzione di tunnel sotto e all’interno delle sue strutture senza essere un suo braccio operativo e consentire che queste strutture divengano depositi di armi all’occorrenza senza una chiara complicità?
    Vedasi a questo proposito ambulatorio dell’UNRWA provvisto di tunnel esploso l’altro giorno.
    L’UNRWA non si può nascondere dietro la foglia di fico di tre denunce negli ultimi giorni circa il ritrovamento di questi depositi, i cui missili sono stati riconsegnati al “proprietario”.
    E prima?
    Si tratta di un maldestro tentativo per smarcarsi dalle sue chiare responsabilità, fingendo una terzietà che non esiste e forse non é mai esistita.
    L’UNRWA finanzia da sempre con i nostri soldi le scuole di Hamas, che altro non sono che scuole di guerra, con programmi e libri finalizzati alla formazione “combattente”.
    Tutto questo avviene alla luce del sole.
    Cosa pensare quindi delle Nazioni Unite, che tra l’altro si adoperano perfino presso Israele per il trasferimento di fondi destinati agli stipendi dei funzionari di Hamas?
    Visto che la loro agenzia é divenuta un’emanazione di Hamas e questa sta loro tanto a cuore,
    si sbaglia a pensare che la stessa Hamas sia un’emanazione o succursale dell’ONU?
    Che speranza di pace potrà mai esserci da quelle parti se il Palazzo di vetro finanzia e appoggia una organizzazione terroristica che promuove la guerra asimmetrica?
    Come giudicare anche il Parlamento italiano che ha posto nella terza carica dello Stato una deputata che prima rappresentava le Nazioni Unite in attività definite umanitarie.
    IL suo discorso alla Camera di ieri con le sue omissioni- avrebbe potuto pronunciarlo benissimo un diplomatico accorto di Hamas.
    Tipica parte in commedia di chi lancia il sasso e nasconde la mano, lamentandone le sgradevoli conseguenze come colpa altrui.
    La “menzogna universale” é certamente un mito, che però sembra sempre più reale.
    Dopo Israele siamo tutti in pericolo.

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