Gli smemorati del massacro del 7 ottobre e del terrore islamico

Un mondo di utili idioti di Hamas ha contribuito a mettere in un angolo il massacro del 7 ottobre e le ragioni di Israele. E' arrivato il momento di reagire
1 Maggio 2024
massacro del 7 ottobre hamas-isis

Sembra che il massacro del 7 ottobre non sia mai avvenuto e che e il terrore islamico che lo ha pianificato con cura maniacale non sia mai esistito.

Se seguite le millemila trasmissioni dedicate alla guerra che Israele sta portando avanti contro Hamas-ISIS per garantire la propria sicurezza, non sentirete MAI nominare il pogrom e il massacro del 7 ottobre.

Non sentirete mai pronunciare la parola “ostaggi”, oppure la frase “Diritto di esistere” riferita a Israele. La propaganda di Hamas ben alimentata dagli utili idioti autodefiniti “progressisti” da quel 7 ottobre non ha mai smesso di funzionare e paradossalmente gli unici che non ci sono cascati sono gli arabi.

Quando guardi gli utili idioti degli assassini e stupratori che sotto la sigla Hamas-ISIS nelle università di tutto il mondo manifestano per sostenere la causa dei tagliagole, cioè la distruzione di Israele, e non per quella palestinese come alcuni vorrebbero far credere, per quanto attento tu possa essere non sentirai mai UNA SOLA MALEDETTA VOLTA parlare dei Diritti degli ostaggi o delle centinaia di ragazzi come loro fatti a pezzi, stuprati e massacrati a sangue freddo al Music Festival.

Le ragazze mettono la kefiah sulla testa e la minigonna, inconsapevoli che solo per questo verrebbero stuprate e poi uccise dai loro “amici” di Gaza. Persino i gay a difesa di Hamas-ISIS chiedono la “morte dei sionisti” mentre i gay di Gaza vengono legati per le gambe ad un fuoristrada e trascinati per tutta Gaza fino a ridurli a brandelli.

Guardate, io potrei anche capire una protesta a difesa dei palestinesi impoveriti e prigionieri di Hamas da decenni, una protesta contro il Libano che detiene milioni di palestinesi segregati in campi profughi diventati grandi agglomerati stanziali, potrei capire persino una protesta contro l’IDF per aver avvertito prima di bombardare un luogo e per averlo fatto nonostante Hamas abbia costretto i residenti a rimanere in quei luoghi. Ma quello che sta avvenendo non è tutto questo, è una sommossa globale contro l’esistenza di Israele e il suo Diritto all’autodifesa.

Il massacro del 7 ottobre è stato un atto di guerra e allo stesso tempo un atto fortemente politico. Un atto consapevolmente estremamente cruento, tanto da spingere Israele ad una risposta “di guerra” che avrebbe inevitabilmente fermato la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita che era sul punto di essere firmata.

Tutto questo sembra non essere mai accaduto. Si parla delle violazioni del Diritto Internazionale di Israele ma non di quelli di Hamas che oltre ad usare i civili palestinesi come scudi umani, usa bambini soldato e commette un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità detenendo illegalmente ostaggi civili che non sono equiparabili a prigionieri di guerra come i soliti cretini ci vogliono far credere.

Si chiede a Israele di fermare la guerra, che vorrebbe dire salvare Hamas, ma non si chiede ad Hamas di deporre le armi e restituire gli ostaggi. In sostanza si chiese a Israele si dimenticare il massacro del 7 ottobre, di soprassedere al rischio che possa ripetersi in assenza della totale distruzione di Hamas-ISIS.

In tutta onestà, può una democrazia (l’unica in Medio Oriente) accettare che ai suoi confini vi sia un gruppo terrorista, che si chiami Hamas o Hezbollah, che in poche ore possa ripetere il massacro del 7 ottobre? Hamas lo ha detto che lo avrebbe rifatto.

Può una democrazia accettare che milioni di suoi cittadini siano profughi interni dopo aver abbandonato intere città, a sud e a nord, per il rischio che si ripeta il massacro del 7 ottobre?

Tutte queste domande non se le fa nessuno, come nessuno si è mai preso la briga di controllare i numeri diffusi dal fantomatico “ministero della salute” di Hamas che parla di oltre 30.000 vittime civili, rigorosamente “in maggioranza donne e bambini” come se a Gaza gli uomini non ci fossero. Salvo poi ammettere che i numeri sono sbagliati in eccesso e che provengono da non ben specificate “fonti giornalistiche attendibili”.

Quanti di loro erano bambini soldato? Quanti erano scudi umani? Come mai ci si dimentica che Hamas sparava sui civili che obbedendo all’IDF lasciavano le zone che sarebbero state bombardate costringendoli a rimanere sul posto? Possibile che di tutto questo non vi sia alcuna traccia da nessuna parte o che non venga ricordato in nessuna trasmissione televisiva?

Invece ci tocca sentire Tiziana Ferrario che di testa sua ha portato a 40.000 i morti civili ripetere le solite banalità sulla pace, il solito Marco Tarquinio che avrebbe fatto capitolare l’Ucraina il giorno dopo l’aggressione russa e che in tanti anni alla direzione di Avvenire non ha mai smesso di attaccare Israele, ripetere che servirebbe una tregua “umanitaria” e che bisogna parlare con Hamas, insomma i soliti utili idioti degli aggressori e dei tagliagole. Per carità, sono opinioni, esattamente come la mia.

Franco Londei

Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter

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