Per il Pentagono l’Iran non è una minaccia importante tanto che a Washington hanno deciso di rimuovere almeno tre sistemi di missili Patriot dal Golfo Persico.

La decisione però non è dell’Amministrazione Biden ma di quella che faceva capo all’ex Presidente Donald Trump.

L’Amministrazione Biden ha quindi messo in pratica una decisione già presa nel 2020, ma con alcune varianti molto significative.

Per esempio verrà smantellata la batteria che protegge la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita. Questo è uno dei segnali più forti del fatto che il Pentagono non considera l’Iran un pericolo importante.

Secondo alcune fonti ben informate nei prossimi mesi verranno rimossi anche sistemi antimissile THAAD e l’hardware militare di alcuni sistemi di difesa e sorveglianza oltre a quasi tutti i droni.

L’ex Presidente Trump aveva preso questa decisione perché intendeva costringere l’Arabia Saudita a prendersi maggiori responsabilità per la propria difesa e comprare i vari sistemi di difesa. Ma questo sembra un vero e proprio smantellamento.

Stando a quello che si apprende, al Pentagono vogliono riposizionare i propri sistemi di difesa aerea e antimissile in configurazione anti-cinese e anti-russa in quanto proprio Cina e Russia vengono considerati dal Pentagono come i due maggiori e imminenti pericoli.

In ogni caso, fanno sapere da Washington, l’Arabia Saudita e i Paesi del Golfo non verranno lasciati soli di fronte al “pericolo iraniano”.

A tal proposito è stata allestita una task force denominata “tiger team” con il compito di studiare varie modalità di difesa del regno saudita e degli altri Paesi del Golfo. Una specie di contentino.