Tensione ONU – Israele sul mandato di UNIFIL in Libano

Tensione ONU – Israele al Palazzo di Vetro. L’ennesimo motivo di scontro tra il baraccone più inutile e costoso al mondo e il piccolo Stato Ebraico è ancora una volta la missione UNIFIL in Libano che tra le altre cose dovrebbe vigilare sul riarmo di Hezbollah.

Ieri l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha chiesto per conto del suo Stato un «profondo mutamento della missione UNIFIL» che dovrebbe garantire il cessate il fuoco tra Libano e Israele e, soprattutto, dovrebbe verificare che Hezbollah non si riarmi né che usi il territorio libanese per preparare attacchi contro Israele.

L’ambasciatore israeliano ha ribadito per l’ennesima volta che Israele ritiene la missione UNIFIL così com’è «profondamente inutile e dannosa per la pace».

UNIFIL non ha libertà di movimento in Libano, come invece prevede il suo mandato. A molti luoghi sospetti e gestiti da Hezbollah non ci si può nemmeno avvicinare, come invece dovrebbe in base al suo mandato. Non riesce a vigilare sul cessate il fuoco e rischia, in caso di conflitto tra Israele e i terroristi libanesi, di trovarsi tra due fuochi.

Israele denuncia da molti anni l’impossibilità da parte di UNIFIL di adempiere al proprio mandato, pur fornendo lo stesso mandato tutti gli strumenti di controllo necessari affinché la forza di pace delle Nazioni Unite agisca veramente come una forza di interposizione e controllo.

«Israele non chiede un mutamento della missione, ma chiede un mutamento nella gestione della missione» sostiene Danny Danon in un colloqui informale. «Ne ho discusso con il comandante della missione» prosegue Dannon «e gli ho chiesto: sei li per controllare, hai il mandato internazionale per farlo ma ti viene impedito da un gruppo armato che non rappresenta il Libano. Allora, cosa stai a fare li?».

Negli anni scorsi UNIFIL è stata accusata da più parti di aver addirittura fornito copertura al riarmo di Hezbollah che invece avrebbe dovuto impedire.

Il fatto più incredibile che dimostra come UNIFIL non adempia al suo mandato è stata la scoperta da parte di Israele di diversi tunnel che dal territorio libanese sbucavano in Israele, tunnel scavati praticamente sotto gli occhi della missione ONU e che rappresentavano un pericolo mortale per la popolazione del nord di Israele e per tutto il Paese.

In quel caso l’ONU condannò fermamente i tunnel di Hezbollah, ma non andò oltre e seppure il fatto si classificasse negli “atti di guerra” non venne condotta nemmeno un approfondita indagine.

Oggi Israele torna a chiedere con fermezza che UNIFIL faccia il suo dovere affinché fatti del genere non si possano ripetere. L’alternativa è che la missione ONU in Libano cessi al più presto prima che Hezbollah trasformi i militari ONU (tra i quali molti italiani) in scudi umani.