onu vota il cessate il fuoco a gaza

Prima di tutto dobbiamo cercare di essere chiari e sinceri: qualsiasi operazione faccia Israele a Gaza, dal salvataggio di un gattino ad un bombardamento a tappeto, verrà criticata da mezzo mondo, le università si solleveranno e l’antisemitismo esploderà ovunque.

Quindi se qualcuno dovesse pensare che un rallentamento delle operazioni militari o addirittura un cambio epocale della politica di Gerusalemme contro Hamas possa cambiare il “gradimento” di Israele nell’opinione pubblica mondiale, si sbaglia di grosso.

Se poi vogliamo parlare del fatto che quando Netanyauhu parla di “eliminazione totale di Hamas” con l’operazione di Rafah, mente sapendo di mentire perché ci vorranno anni per arrivare a questo traguardo, è un altro paio di maniche.

Se vogliamo parlare del fatto che fino a quando non verrà tagliata la testa del serpente, cioè non verrà colpito l’Iran, sarà impossibile distruggere qualsiasi gruppo terrorista in Medio Oriente, da Al Qaeda alle giovani marmotte islamiche, allora parliamone.

Se vogliamo parlare del fatto che un pericolo ben più importante di Hamas volteggia sulle teste degli israeliani, un pericolo chiamato Hezbollah, e che fino a quando non verrà messo in sicurezza il nord del Paese, con qualsiasi mezzo, non si potrà parlare di “paese sicuro” e nuovi “7 ottobre” saranno sempre possibili, beh… possiamo parlarne.

Poi possiamo parlare della UNRWA che da decenni forgia l’odio palestinese verso Israele, con libri di testo antisemiti nelle scuole che negano l’olocausto e l’esistenza di Israele parlando di esso come il frutto di una ruberia di terre palestinesi, insegnati che glorificano Hitler, scuole ed ospedali diventati rifugio sicuro per missili e terroristi, possiamo farlo. Noi ne avevamo chiesto la chiusura nel 2016, ma è come andare contro un muro di cemento armato. Troppi interessi dietro a questa macchina mangiasoldi. Tutti i palestinesi sono UNRWA-dipendenti, è un fatto, quindi cercare di tagliarla fuori totalmente sarà un problema. Andrà benissimo se si riuscirà a convogliare le centomila attività della UNRWA nella UNHCR e a tagliare fuori i vampiri dell’Autorità Palestinese, di Fatah, di Hamas e di tutto il cerchio magico succhiasoldi che gira attorno a questo incredibile abominio che da decenni lavora contro la pace.

Che dire del fatto che da oltre 70 anni i cosiddetti “palestinesi” stanno prendendo per i fondelli tutto il mondo essendosi inventati dal nulla per diventare il popolo in assoluto più “assistito” del mondo, persino più dei milioni di poveri affamati africani?

Potremmo parlare di tutte queste cose e di tante altre, ma la verità è che non cambierebbe nulla perché queste cose le sanno tutti, anche i più ferventi sostenitori dei palestinesi, che se si va a stringere sono solo banali antisemiti e dei palestinesi se ne infischiano. Ma non lo faremo, non ne parleremo. Parleremo invece del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Mi è forse sfuggita la risoluzione approvata dall’ONU o dal Consiglio di Sicurezza che condanna l’attacco di Hamas del 7 ottobre?

Mi è forse sfuggita la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu o dell’organismo delle Nazioni Unite a difesa delle donne che condannano gli stupri sadici e usati come arma di guerra da parte di Hamas contro le donne israeliane? Per portare la discussione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu c’è voluta una iniziativa dei genitori e parenti delle vittime degli stupri del 7 ottobre.

Mi è sfuggita anche la denuncia delle millemila organizzazioni femministe. Le hanno stuprate con così tanta violenza da rompergli le anche, le ossa delle gambe, il bacino e le hanno tenute così forte da rompergli le braccia. Macellate oltre che stuprate. Ma le femministe di tutto il mondo non hanno fatto un fiato.

E adesso Israele dovrebbe dar seguito alle richieste del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e accettare il tradimento americano senza tenere conto del contesto?

Ma di quale cessate il fuoco stanno parlando? Hamas si terrà gli ostaggi e continuerà la guerra. Ieri i capi del gruppo terrorista erano a Teheran per parlare con il fornitore iraniano di missili, droni e finanziamenti per continuare il conflitto. Per puro caso la visita dei capi di Hamas a Teheran arriva a ridosso della presentazione del nuovo drone iraniano chiamato significativamente “Gaza”. Ma è un caso eh…

E mentre il mondo blatera sul fatto che Israele non rispetta l’ordine impartito dall’ONU, che prevede anche la liberazione di tutti gli ostaggi, ma su questo tutti soprassiedono, l’Iran continua a inviare droni e missili ai russi e agli Houthi, ai primi per massacrare gli ucraini, ai secondi per continuare quella guerra asimmetrica che sta devastando il commercio mondiale. Ma su questo l’Onu tace, i pacifisti fanno finta di non vedere e i creduloni sono convinti che tutti i mali del mondo nascano a Rafah, ultimo covo di Hamas nella Striscia di Gaza quasi liberata.