La codardia europea verso Erdogan sta diventando molto pericolosa
Fino a qualche mese fa il maggiore motivo di preoccupazione per chi si occupa coscientemente di Medio Oriente era rappresentato dall’attivismo espansionista dell’Iran.
Fino a qualche mese fa il maggiore motivo di preoccupazione per chi si occupa coscientemente di Medio Oriente era rappresentato dall’attivismo espansionista dell’Iran.
Se ci sono due paesi che che con le loro ultime mosse geopolitiche rappresentano concretamente la prepotenza islamica questi sono Iran e Turchia.
Chi mi conosce, anche solo virtualmente, sa quanto io sia fortemente europeista. Non sono mai arretrato di un millimetro dalla convinzione che l’Unione Europea fosse la mia casa e che io fossi un cittadino europeo.
L’Arabia Saudita è un esempio di Islam moderato. A sostenerlo, secondo Arab News, è stato Tomas Zdechovsky, vicepresidente della commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo.
L’Europa ha finalmente scoperto che gli iraniani stanno lavorando a un programma balistico direttamente legato al suo programma nucleare.
Scrive Shimrit Meir su Yedioth Ahronoth riferendosi a Donald Trump: «chiunque in Medio Oriente con gli occhi in testa capisce che l’uomo a Washington ha perso la testa».
Questa volta davvero l’Europa non ha vie d’uscita. L’attacco turco al Kurdistan siriano, le minacce di Erdogan di “inondarci” con milioni di profughi se qualcuno si azzarda anche solo a protestare, non possono essere gestiti come se fosse una lite condominiale.
L’Islam sta vincendo. L’espansionismo islamico ben rappresentato da quello che stanno facendo Turchia e Iran senza che nessuno, a parte Israele, vi si opponga seriamente è li a dimostrarlo in maniera indelebile.
Quando Arthur Neville Chamberlain tornò a Londra dopo gli accordi di Monaco parlò di un accordo che portava «pace per la nostra epoca».
Negli ultimi giorni i media nazionali e internazionali hanno dedicato molto spazio al caso della Sea-Watch 3, bloccata in mare con poco più di 40 migranti a bordo a causa del divieto tassativo di entrare in acque italiane.
Alcuni supporti informatici rinvenuti dai combattenti curdi nei covi dello Stato Islamico in Siria rivelano l’esistenza delle cosiddette “crocodile cells”, cellule di terroristi islamici già rientrati in Europa e pronti a colpire obiettivi nel vecchio continente in caso di caduta dello Stato Islamico