Erdogan in Germania: sempre più califfo della Fratellanza Musulmana

La visita di Recep Tayyip Erdogan in Germania sembra più una operazione di “proselitismo interno” piuttosto che il viaggio di un capo di Stato di un Paese che mira a entrare in Europa, dove per proselitismo interno si intende però ribadire la centralità del ruolo del satrapo turco all’interno della comunità islamica europea, impregnata di Fratellanza Musulmana, e non proselitismo nel vero senso della parola.

Non è un caso che il viaggio di Erdogan in Germania sia stato incentrato più a dimostrare la “potenza” del dittatore turco, a dimostrare cioè come Erdogan possa tenere sotto scacco l’Europa nonostante le tante critiche che gli vengono mosse. Come non è un caso che le indagini dei servizi segreti tedeschi sulla Unione turco-islamica per gli affari religiosi (DITIB) annunciate solo pochi giorni fa siano completamente sparite dai radar dei media tedeschi e dell’opinione pubblica, ammesso che siano mai state attenzionate da media e opinione pubblica.

E così, nonostante qualche sporadica protesta, l’inaugurazione di una delle più grandi moschee in Europa, qual’è quella inaugurata da Erdogan a Colonia, è diventata per il satrapo turco una vera e propria dimostrazione di potenza quasi interamente indirizzata al mondo islamico piuttosto che a una “intimorita” Europa, che se da una parte lancia critiche al regime turco, dall’altro non ha la forza (e il coraggio) di prenderne realmente le distanze.

Recep Tayyip Erdogan alla inaugurazione della grande moschea di Colonia

Alla cerimonia di inaugurazione della grande moschea di Colonia, avvenuta ieri, in migliaia hanno sventolato bandiere turche e gridato il nome di Erdogan, scandendo un mantra imparato a memoria: «Chi è il più grande? La Turchia». Un bagno di folla disturbato appena dalle poche manifestazione di protesta organizzate dagli oppositori di Erdogan e dalle associazioni che chiedevano maggiori Diritti Umani in Turchia.

Se Erdogan con la sua visita in Germania voleva consolidare il suo ruolo di capo dell’Islam legato alla Fratellanza Musulmana c’è riuscito in pieno. Si è preso la “benedizione” dei musulmani europei e adesso non gli rimane altro da fare che consolidarla con una politica ancora più aggressiva.

Questa non è una buona notizia per la traballante Europa, troppo permissiva verso questo tipo di proselitismo di massa nonostante siano evidenti i rischi che derivano dal lasciare campo libero alla Fratellanza Musulmana.